Inter-Napoli, Fischio Finale - Conte immortale a San Siro: la doppietta di McTominay evita il 'pestone' al campionato
Fonte: dall'inviato a San Siro
"Nel girone di ritorno sarà un altro campionato", aveva detto Aleksandar Kolarov, vice di Cristian Chivu, a margine della bella affermazione dell'Inter contro il Bologna. Rimarcando il fatto che è inutile tirare conclusioni prima di marzo, quando anche con le Coppe di mezzo, si potrà dare un valore diverso alla classifica. Che alla vigilia di Inter-Napoli, match di cartello della 20esima giornata di Serie A, sembra non prevedere, a livello mediatico, soluzioni diverse dalla visione manichea sulla corsa scudetto: campionato ammazzato, con prima fuga annessa della stagione, o resurrezione di Antonio Conte a riaprire tutti i giochi per chissà quante squadre di vertice. Anche perché per avere un'idea reale sulla situazione bisognerà come minimo aspettare la disputa dei recuperi previsti a metà della prossima settimana. Prima, però, l'attualità: a San Siro, per il vero giro di boa, gli azzurri si presentano all'appuntamento di gala con la rosa cortissima, dovendo rinunciare anche a David Neres, contro una squadra che scoppia di salute e che tra i confini nazionali, dopo il ko dell'andata del Maradona, non ha sbagliato un colpo, se si eccettua il passo falso nel derby contro il Milan. Già, gli scontri diretti, il vero tallone d'Achille dell'Inter che comunque è riuscita a battere nettamente, tra fine 2025 e inizio 2026, Como, Atalanta e Bologna. Ma il Napoli è un'altra cosa, pur se rimaneggiato. Lo capisci anche prima del fischio d'inizio, quando i tifosi nel settore ospiti intonano 'I campioni dell'Italia siamo noi' quasi a prevedere il buon inizio dei loro beniamini. Un avvio positivo bloccato brutalmente al 9' dall'ex Piotr Zielinski, abile a sradicare il pallone dai piedi di Scott McTominay per lanciare la fuga sulla sinistra Marcus Thuram, poi intelligente a premiare la sovrapposizione vincente di Federico Dimarco. Che con un mancino chirurgico fulmina Vanja Milnkovic-Savic. Sotto di un gol, il Napoli rischia di imbarcare acqua: gli va di lusso al 13', quando Juan Jesus si aggrappa a Marcus Thuram lanciato a rete. Daniele Doveri non mette inspiegabilmente mano al fischietto, e quindi al taschino per estrarre il giallo; il VAR è 'tagliato' fuori perché non è un intervento da Dogso. Poco dopo, è Lautaro a graziare i partenopei mancando il tiro dopo un'azione di pure accademia. Lo specchio dice che l'Inter è bella, ma è in vantaggio solo di un gol. La partita è intensa, tra due squadre aggressive. Juan Jesus anche troppo nel momento in cui, rinviando il pallone, stampa i suoi scarpini sul petto di Thuram. Il dolore di Tikus e dei suoi compagni più acuto in occasione dell'1-1 di McTominay, protagonista del più classico degli inserimenti a fari spenti. Il Napoli, con poco, giunge allo stesso risultato dell'Inter: parità alla mezzora. E a momenti rischia il colpaccio sulla dormita di Zielinski, che non viene punita perché McTominay calcia da posizione defilata e non riesce a sorprendere Sommer come all'andata. L'Inter, che continua a fare la partita, torna a farsi viva dalle parti di VMS con un tiro svirgolato di Nicolò Barella. Quest'ultimo, al 44', scodella in mezzo per il colpo di testa centrale di Thuram parato dal portiere. Che poi tiene lì un'altra conclusione innocua di Bisseck. Non è innocuo, allo scadere del primo tempo, il cross di Sam Beukema su cui Akanji deve superarsi per non far finire la palla nell'area piccola, dove stazionavano due azzurri.
SECONDO TEMPO -
La ripresa inizia col botto: fiondata di Milinkovic-Savic a cercare il vertice, che è Hojlund, che si trova incredibilmente la strada libera verso Sommer per l'errata valutazione della traiettoria di Akanji, che chiedeva una mano da Bisseck mai arrivata. La mano la dà il Fato facendo soffiare il sinistro del danese a pochi centimetri dal palo. Il Napoli prende coraggio e costruisce un'altra palla gol riempiendo l'area con tanti uomini: tra questi, svetta su tutti Giovanni Di Lorenzo, che manda a lato un pallone davvero invitante. L'Inter combina poco, Chivu allora attinge dalla panchina: fuori Zielinski, tra i più vivaci, per il senatore Henrikh Mkhitaryan. Che, con un guizzo in area al 69' va a procurarsi un rigore, subendo lo step on foot di Rrahmani. Doveri non lo vede in diretta ma lo dà, su suggerimento del VAR, a seguito di revisione. Come da formula dell'annuncio. Prima della trasformazione, questa volta perfetta, di Calhanoglu, Antonio Conte si fa espellere urlando 'Vergognatevi' mentre esce dal campo. Un'uscita in scena che, se possibile, carica ancora di più i presenti. Che poi esplodono per il sorpasso. Il primo cambio del Napoli arriva al 78' ed è un ovvio all-in: dentro Noa Lang per Beukema. Un tutto per tutto che frutta il pareggio, neanche a dirlo, di McTominay, che infilza un'Inter che si abbassa troppo, praticamente schiacciata contro Sommer. Finalmente, Chivu riesce a operare il cambio che aveva in canna già prima del pareggio, ma che non si è materializzato perché il Napoli ha battuto velocemente la rimessa laterale. Dentro Francesco Pio Esposito per Thuram. Poco dopo ne deve chiamare uno forzato: fuori Calhanoglu, infortunato, dentro Petar Sucic. Che fa il suo ingresso in campo con Bonny e Carlos Augusto per Lautaro e Dimarco. La girandola di cambi produce l'ultimo sussulto: Mkhitaryan calcia a colpo sicuro dall'interno dell'area di rigore cogliendo il palo al culmine di un'azione caparbia di Bonny. E' 2-2 a San Siro, Conte esce da immortale grazie alla doppietta di McTominay che evita il 'pestone dell'Inter al campionato'.