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Inzaghi chiarisce il suo addio all'Inter. E svela la sua sliding door

di Fabio Costantino

Giugno 2025 è stato un mese emotivamente impegnativo e stressante per i tifosi dell'Inter, reduci dalla disfatta di Monaco di Baviera nella finale di Champions League e costretti ad affrontare l'addio dell'allenatore che aveva portato la squadra a due finali UCL e a competere con le big d'Europa. Proprio lui, Simone Inzaghi, tiene a chiarire le dinamiche del suo addio che ha seminato parecchi dubbi, nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport:

"Non l'ho comunicato qualche giorno prima alla squadra, nel modo più assoluto. Non avrei potuto farlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l'esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora".

Poi una rivelazione che avrebbe potuto cambiare il corso della storia recente nerazzurra: "Se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all'inter. Il mio dovere era non nascondere ai tifosi cosa poteva succedere. Anche in altre situazioni le richieste c'erano state e non le avevo mai accettate. Stavolta è andata diversamente: volevo provare una nuova esperienza".


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