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Lautaro in conferenza: "Vogliamo la Coppa, la parola d'ordine è vincere"

di Christian Liotta

Ad accompagnare Cristian Chivu nella conferenza stampa della vigilia dell'attesissima finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter si è presentato, come da consuetudine, il capitano nerazzurro Lautaro Martinez. Queste le parole del Toro, atteso dall'ennesima finale della competizione, raccolte in tempo reale da FcInterNews.it.

Avete l'occasione di rendere straordinaria questa stagione, quale sarà la chiave di domani sera?
"Sicuramente anche noi ci aspettiamo una partita diversa da sabato. Loro sono molto organizzati tatticamente, sarà molto difficile. Hanno tanti giocatori di valore e aggiungiamo che è una finale con un trofeo da alzare, bisogna essere pronti per tutto quello che ci aspetta domani, con uno stadio pieno e la gente che sabato non c'era e questo è un valore aggiunto. Sarà una gara bellissima". 

L'unico Doblete dell'Inter è del 2010, c'è più voglia di entrare nella storia o fame di vincere tutto?
"La fame, perché si vuole sempre arrivare in fondo a ogni competizione. Abbiamo la possibilità di giocarci una finale di Coppa Italia dopo due anni, domani potremo riportare questa Coppa a casa. Poi il Doblete è una statistica ma noi siamo tranquilli ma la testa è sulla Coppa". 

Quanto è importante il segnale dato dalla squadra senza di te?
"Anche prima i risultati non arrivavano perché non c'ero in campo, un calo durante l'anno si può avere. Era importante uscirne subito e siamo usciti nel momento corretto conquistando lo Scudetto che per noi era un obiettivo da inizio anno. Oggi possiamo conquistare il secondo titolo". 

Questa stagione nasce da quelle parole dopo il Mondiale per Club, il segreto di questa stagione può essere il fatto di esservi dette le cose?
"I confronti ci sono sempre, in una squadra ci sono 25-26 teste diverse. Chi ha vissuto uno spogliatoio come il mister ha capito noi e noi abbiamo capito lui. Ha portato aria nuova, energie, leadership; è una personalità forte ma ci fa sorridere e allenarci in tranquillità e questo è importante. La parola d'ordine è vincere nello spogliatoio". 

Quanto è difficile mantenere la vostra concentrazione mostrata quest'anno dopo aver vinto uno Scudetto e a pochi giorni dalla festa?
"Siamo professionisti, rispettiamo il campionato e l'Inter. Dobbiamo essere noi stessi e avorare seriamente fino all'ultima partita. Sabato abbiamo dato la dimostrazione che lo Scudetto è stato un obiettivo raggiunto ma l'importante è crescere come squadra".

Hai la sensazione che col lavoro di quest'anno sei arrivato alla tua massima espressione?
"Sicuramente sono cresciuto tanto, sono contento anche se ho avuto questo problema al polpaccio ma ho lavorato tantissimo per essere a disposizione. Sono contento della stagione mia e della squadra e felice per il mister che conosce bene il mondo Inter; quando è arrivato c'erano tanti dubbi su di lui ma ci ha seguito e noi abbiamo seguito lui. Ha messo le cose in chiaro". 


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