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Mancuso, il bomber a sorpresa pronto a difendere lo scudetto Primavera

di Egle Patanè

Iniziati oggi i playoff scudetto di Primavera 1 con Roma-Bologna finita da poco per 1-2, all'Inter U20 di Benny Carbone toccherà domani. I nerazzurrini saranno impegnati contro il Cesena di pari età per il primo turno che darà il via all’ultimo pezzetto di stagione durante il quale sognare è consigliato, provarci è d’obbligo. Stagione iniziata da campioni in carica ma solo sulla carta tenendo conto del corposo 'aggiornamento' della rosa rispetto a quella della passata stagione e proseguita tra alti e bassi che hanno però portato ai playoff che i ragazzi di Carbone domani, per l'appunto, inaugureranno. Probabilmente non da favoriti, è vero, ma nell'inaspettata corsa al titolo la squadra col titolo ancora sul petto avrà qualche asso nella manica per poter dire la sua. Uno dei conigli pronti a sbucare fuori dal cilindro di Benny Carbone è senza dubbio Matías Mancuso.

Italo-urguaiano classe 2007, Mancuso è uno dei profili più interessanti dell'intero settore giovanile dell'Inter che fa brillare gli occhi non solo ad allenatore e staff tecnico di Interello ma anche ai dirigenti di Viale della Liberazione che hanno ben presente il profilo del giovane, prodotto del vivaio interista e passato proprio a inizio stagione in U20 dall'Under 18. Alto 1,86 m, Mancuso è quel centrocampista offensivo finito con l'essere considerato attaccante pur possedendo qualità difficilmente 'recintabili' nella sola area di rigore e non a caso definirlo centravanti sarebbe un azzardo. Il 19enne nato a Milano da genitori uruguaiani nasce come mezzala offensiva o trequartista, ma può fare la seconda punta e anche largo a sinistra sa dire la sua; ha fiuto per il gol e questo lo rende spesso soggetto a spostamenti vicino la punta. Bravo a inserirsi, gode di ottima capacità di tiro anche dalla distanza con il suo destro che gli ha permesso di diventare uno dei iferimenti offensivi della squadra. Per caratteristiche, volendo guardare alle 'regole' del passato, sarebbe un numero 8 offensivo che nell'Inter di Cristian Chivu potrebbe trovare come riferimento il maestro Henrikh Mkhitaryan.

Pur non volendo mai azzardare a dei paragoni, mai felici né utili, il gioiellino di Carbone ricorda l'armeno per intelligenza calcistica e sveltezza negli inserimenti, che fanno di lui la sua arma migliore probabilmente dopo la personalità: 11 gol, 2 assist in 40 gare disputate in stagione sono i numeri che hanno lo inserito di fatto sotto lalente d'ingrandimento di Baccin. Più che suggestione quella di far firmare a breve un pluriennale è il piano e nei prossimi mesi sarà da capire come gestire la sua crescita. L'eventuale passaggio nell'Under 23 non è da escludere, per testare davvero maturità e personalità oltre che capacità di reggere l'urto e capire in che tempistiche poter pensare ad un vero e proprio salto di qualità che probabilmente non dispiacerebbe neanche dalle parti di Appiano, dove peraltro ha già calcato più volte i campetti con Cristian Chivu e anche in passato con Simone Inzaghi.


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