Marotta, il mezzo dribbling su Palestra: "Piace a tutti. Gli italiani..."
Nella lunga intervista della Gazzetta dello Sport al presidente dell'Inter, Beppe Marotta, c'è ovviamente spazio all'argomento più discusso del momento in casa Inter. Il più discusso insieme a Dumfries, e non caso i due nomi sono fortemente legati. Per un sacrificio in uscita, il buon Beppe sa che i suoi milioni di tifosi s'aspettano un sacrificio in entrata e se i sogni son desiderai di felicità, tutte i desideri conducono a Bergamo. A Zindonia per l'esattezza, dove è rientrato il gioiellino classe 2005 tanto seguito dai nerazzurri di Milano che vorrebbero a tutti i costi portarlo ad Appiano Gentile e far felice Chivu.
E allora senza giri di parole, l'Inter del prossimo anno farà molta… Palestra? - viene stuzzicato Marotta, con tanto di domanda che lo mette all'angolino dal quale non può sfuggire: "Palestra piace a tutti. Certo piace anche a noi che abbiamo sempre creduto nell’anima italiana della nostra squadra. Gli italiani garantiscono l’identità e un legame diretto con il passato illustre di una squadra leggendaria come l’Inter, che ha un palmares ricco di vittorie. Credo che per vincere sia necessaria una cultura della vittoria, e solamente uno zoccolo duro di italiani la garantisce. Comunque, ripartiremo con la stessa ossatura e qualche innesto mirato". Parole che dicono tutto ma anche niente, un po' tipico di Marotta che sul mercato difficilmente si espone in maniera chiara e positiva. E d'altronde forse meglio così, visto il precedente Lookman.