Marotta racconta: "A Recoba ho visto fare giocate inimmaginabili"
Quello di oggi sembra quasi un Marotta day a tutti gli effetti. Tra l'intervento a Parma in occasione del Festival della Serie A e la lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, sul web abbondano i pensieri ma anche le curiosità sciorinate dal presidente dell'Inter. E a proposito di aneddoti e sguardi al passato, nel corso della sua chiacchierata con la Rosea, il numero uno dei campioni d'Italia ha anche risposto sul suo passato.
Il giocatore con più talento che ha avuto?
"Alvaro Recoba. Gli ho visto fare, anche in allenamento, giocate che noi umani non riusciamo nemmeno a immaginare. Uno dei rari casi di singolo che vale la squadra, ma anche la prova provata che il talento puro non basta a fare un campionissimo".
L’allenatore con più carisma?
"Sarebbero tantissimi. Ma per rispetto dell’anzianità dico Bersellini, il Sergente di ferro, che ho avuto al Como. Era a fine carriera, ma sapeva farsi ascoltare".
Dalla Juve, nell’autunno del 2018, se ne andò perché non era d’accordo con l’acquisto di Ronaldo?
"Non ero d’accordo, ma non è stato per quello. Diciamo che quando la proprietà fa un passo avanti, il manager deve fare un passo indietro... Della Juventus ricordo tanti momenti belli e con Andrea Agnelli sono rimasto in buoni rapporti".
Ma è vero che lasciò senza avere niente di sicuro?
"Tornai a casa, incassando la più grande delusione della mia vita, senza avere alcun impegno. Ma il giorno dopo, esattamente il giorno dopo, mi arrivò un messaggio da un numero a me sconosciuto firmato Zhang... Chiamai subito Urbano Cairo per farmi confermare che quello era davvero il numero di Zhang. E così sono ripartito come ad dell’Inter. E poi è arrivato il fondo Oaktree, nei confronti del quale nutro un’immensa riconoscenza. Ho grande stima per il loro approccio profondamente collaborativo e sinergico col club. A loro devo gratitudine per avermi offerto l’opportunità di diventare Presidente, chiudendo così, nel modo più bello, il cerchio della mia carriera".