Napoli, Juan Jesus: "Arbitri, fatto un passo indietro. Samuel e Chivu oggi giocherebbero una gara sì e una no"
Alla vigilia della partita di Coppa Italia contro il Como, Juan Jesus, difensore del Napoli, rilascia un'intervista ai microfoni di Sport Mediaset dove si sofferma sulle dichiarazioni di Daniele De Rossi successive alla gara proprio contro i partenopei, quando il tecnico del Genoa si è lasciato andare ad un amaro sfogo definendo questo un calcio dove non si riconosce più: "Ho vissuto due epoche diverse del calcio. Sono in Italia da 15 anni, ho vissuto l'era dell'arbitro dietro la linea. Se queste cose possono aiutare l'arbitro a sbagliare meno ben vengano, ma ormai si discute su tutto. L'arbitro è un essere umano, io preferivo le domeniche quando si discuteva degli errori e sulle prestazioni degli arbitri e dei guardalinee. Ad oggi non vedo miglioramenti su niente: si discute e si polemizza su tutto, vale per noi come per tutte le altre squadre. Penso che abbiamo fatto un passo indietro".
Ma c'è confusione sull'interpretazione del regolamento?
"Sì, esatto. C'è un po' di confusione, se c'è una linea seguiamo quella oppure lasciamo sbagliare gli arbitri. Ricordo il mio fallo di mano col Lecce: lì non potevo fare niente, tocco il pallone con un dito e mi viene fischiato rigore. Nel calcio si gioca coi piedi, ci sta che uno tocca i piedi di un altro ma ogni volta che succede deve essere fallo, anche fuori area. Ho sentito quello che ha detto De Rossi, ci spiace perché non sa più nemmeno come allenarsi. Ho vissuto periodi dove ho avuto avversari Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini e il piacere di avere come compagni di squadra Walter Samuel e Cristian Chivu, tutti difensori molto fisici e di contatto. Avessero giocato oggi, avrebbero fatto una partita sì e una no".