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Thuram: "Vogliamo la Champions ma non è un'ossessione. In campo anche per Chivu"

di Egle Patanè

ThuLa sotto esame... quantomeno ai microfoni di Sky Sport, dove capitan Lautaro (LEGGI QUI) e il compagno Marcus Thuram hanno raccontato le emozioni che il ventunesimo scudetto ha regalato, ma anche e soprattutto i feeling e le vibes quotidiane di casa Inter.

Chi dorme di meno tra i due?
"
Lauti".

Chi tira più forte?
“Lauti”.

Chi è più veloce?
"Io".

Chi prende più multe per i ritardi?
"Io".

Chi è più forte di testa?
"Sono migliorato però lui parte da… Lauti, Lauti".

Chi si veste più alla moda?
"Sai cosa? Questa cosa è molto importante: quando sono arrivato all’Inter lui aveva uno stile normale, argentino. Ma sta migliorando tantissimo sta facendo grandissimi passi avanti. Per ora mi vesto ancora meglio io, ma sono molto fiero di lui su questa cosa".

Chi soffre più l’ansia pre-partita?
"Lauti".

Chi guida meglio?
"Io ho la patente ma non guido".

Chi mangia più sano?
"Lauti. Deve".

Chi è più scaramantico?
"Lui".

Chi vince il Mondiale?
"Lui ne ha già vinto uno, io dai…".

Un momento che vale la fotografia della corsa scudetto?
"Quando Pio fa gol contro la Juve con tutto lo staff, il mister, i giocatori che vanno ad abbracciarlo sotto la curva. Questa è una bella foto che rappresenta la forza di questo gruppo".

Su Lautaro:
"Il Toro come dice spesso ha cambiato le carriere di tanti attaccanti (ride, ndr) e sono contento di poter godermi il fatto di giocare con lui. Lo vedo anche fuori dal campo oltre che in campo, e mette veramente tanto cuore in tutto quello che fa, è veramente un leader e io so quanto sia difficile essere il giocatore che tutti seguono perché a volte vorresti dire ‘basta, vorrei fare altre cose’. Ma lui ogni partita, ogni mattina, ogni secondo della giornata è qui per dare l’esempio a tutti gli altri e io giocando con lui devo solo fare di tutto per aiutarlo perché per uno che si comporta così ogni giorno… È incredibile".

Come vi è entrato dentro Chivu?
"Il mister è veramente… si sente che è stato giocatore. Ci capisce veramente, capisce quando dire certe cose e quando non dirle. Ha veramente creato un legame speciale di fiducia tra lui e il gruppo e quando un legame così importante si crea quando scendi in campo lo fai anche per lui".

Come avete superato le tensioni?
"Se giochi all’Inter entri in campo per dare il massimo in tutte le competizioni e andare in fondo. È vero che la Champions è speciale, sono partite diverse e il campionato è lungo e devi stare sul pezzo. In Champions puoi avere un infortunio il giorno della partita, può succedere qualcosa… Mentre in campionato è una cosa molto più quotidiana, ci pensi tutti i giorni, vieni in allenamento per vincere quello. Per la Champions, perché siamo l’Inter e giochiamo per andare in fondo, ma non è un’ossessione".

Sul tuo futuro? Occhio a quello che dici, hai il capitano di fianco…
"Io non ho ristoranti a Milano (ride, ndr). Chissà, magari la ThuLa apre un ristorante argentino-francese… No, no. Come ha detto Lauti siamo veramente contentissimi, penso tutti i ragazzi della squadra lo sono, perché l’Inter speciale, ti fa sentire a casa dal primo giorno. Come Lauti ho un contratto, non lungo come il suo, ma per adesso sto benissimo qua".

A chi dedicate questo scudetto?
"Come Lauti, lo dedico alla mia famiglia, ai miei genitori, al mio piccolo fratello. E a tutta la gente che ama l’Inter".


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