Totti: "Zanetti extraterrestre". Poi torna sul calcio a Balotelli
'Totti contro tutti', questo il titolo dell'intervista realizzata da Betsson Sport per il proprio ambassador Francesco Totti. L'ex Pupone tratta numerosi argomenti, tra cui alcuni che riguardano direttamente o indirettamente anche l'Inter.
LA SCONFITTA CONTRO LA SAMP
"Era un periodo complicato, avevamo cambiato allenatore e arrivò Ranieri. Quell'anno l'Inter era devastante, finì la stagione vincendo il Triplete. Avevano 15-16 punti di vantaggio e noi abbiamo fatto una scalata impressionante, siamo andati a +1 da loro prima della gara con la Samp dopo aver vinto lo scontro diretto. Se avessimo sconfitto la Samp avremmo vinto lo Scudetto. Il primo tempo è stato uno dei primi tempi più belli della storia del club. Io segnai e stavamo vincendo uno a zero, ma doveva finire sei o sette a zero. Storari parò di tutto, sembrava un polipo. Tra il primo e il secondo tempo ci sono stati screzi all'interno dello spogliatoio, uno scombussolamento di tutti e la Sampdoria ha reagito. Aveva grandi giocatori, Pazzini, Cassano. Erano quarti in classifica e si giocavano la Champions mi sembra con il Palermo".
IL CALCIO A BALOTELLI
"L'espulsione non ha condizionato la partita, mancavano 2 minuti alla fine e la partita aveva già un indirizzo preciso. Non lo rifarei. Faccio un appello ai giovani, non dovete fare quello che ho fatto io, non è sportivo e non è bello vedere gesti così nel calcio, che è sport, è divertimento. Però era un accumulo di situazioni di Mario nei confronti dei tifosi e dei giocatori della Roma, erano anni che si accumulava il suo comportamento e capita un momento in cui non hai lucidità e fai qquello che non dovresti. Mi pento calcisticamente ma mi metto nei panni di tutti i tifosi giallorossi che avrebbero voluto fare quel gesto. Poi ci sentiamo sentiti e chiariti con Mario".
LA FIGURA DI ZANETTI
"Parliamo di un giocatore extraterrestre. Per me ancora oggi potrebbe giocare, è anormale, una forza fisica, una testa, una voglia di stare bene fisicamente che ti mette soggezione quando lo vedi, è ancora integro, è imbarazzante. Lui ha alzato un trofeo in casa mia, ma io ho avuto la fortuna di farlo in casa sua. Per quanto riguarda il suo percorso da dirigente se lo è meritato, perché è una bella e brava persona, una persona competente di calcio e i calciatori devono stare in questo mondo perché capiscono e conoscono le situazioni. Così tutto sarebbe più semplice. Un ruolo come lui alla Roma? In futuro chissà...".