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Zazzaroni: "Inchiesta arbitri caratterizzata da lotte interne. L'Inter? Non ho tifato per nessuno, tantomeno per Marotta"

di Stefano Bertocchi

"Da ieri ricevo telefonate e messaggi di colleghi che vogliono sapere cosa ho detto al pm Maurizio Ascione". È la premessa che Ivan Zazzaroni, giornalista e direttore del Corriere dello Sport, affida ai suoi canali social nelle ore successive alla recente audizione presso la Procura di Milano in merito all'inchiesta arbitri (LEGGI QUI GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI): "Non ho intenzione di rivelare il contenuto di due ore di chiacchierata per rispetto nei confronti di un eccellente e garbatissimo magistrato. Un paio di c******i del web hanno tratto conclusioni tifose, offendendomi pesantemente, sulla base del sentito dire: uno di questi sarà querelato – è la mia prima volta in 46 anni di professione, sono quasi emozionato – e il ricavato lo destinerò alla raccolta fondi a favore delle vittime di Crans-Montana". 

Zazzaroni entra poi più nel dettaglio dell'inchiesta: "Tutto parte dall’“errore del Var” percepito come illecito da un tifoso che, assistendo a Verona-Inter, ha ritenuto che il mancato intervento di Lissone fosse doloso. Una lettura pericolosissima che, se diffusa, ci avvicinerebbe alla fine del calcio: se non si comprende che anche il Var può sbagliare (e sbaglia troppo) è meglio mollare tutto e darsi all’ippica dove c’è il fotofinish, lo zio della goal-line technology.  L’inchiesta è caratterizzata principalmente da lotte arbitrali incommentabili. Chi viene dismesso pensa di potersi vendicare ricorrendo al giudice penale che diventa così lo sfogatoio delle battaglie di settore. Un settore che andrebbe ripulito. Nel tentare di approfondire tali condotte si è innestata una conoscenza approssimativa delle normative e delle “prassi” arbitrali, ovvero i criteri utilizzati dal designatore, organo monocratico, ad ogni livello per individuare l’arbitro da destinare alla gara". 

Il giornalista aggiunge poi che "non posso sapere come finirà: non ho tifato per nessuno, tantomeno per Marotta col quale per anni non mi sono sentito: ho portato le mie conoscenze dirette, cercando di salvaguardare l’immagine di Gianluca Rocchi che ha detto addio al mondo arbitrale. A conferma del magnifico rapporto che ho avuto con l’Inter, visto che mi hanno dato del servo di Marotta, pubblico lo striscione (con insulti da parte degli ultras nerazzurri, ndr) che la Nord mi dedicò nel 2022 quando attaccavo la gestione cinese. Io tifo per ciò che so e penso, per il mio giornale e il mio lavoro, oltre che per il Bologna (da sempre) e il Napoli (da Maradona in avanti)". 


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