Allegri: "Se resto al Milan? I cambiamenti non sono mai stati nel mio DNA"
"Veniamo da due sconfitte e tra partite nelle ultime quattro in cui non abbiamo segnato. È una partita importante per tornare alla vittoria". A parlare è Massimiliano Allegri, tecnico del Milan protagonista in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Verona: "Il Verona è ancora molto vivo, ha contropiedisti e fisicità. Servirà una partita di squadra, affrontando il momento in totale serenità e facendo le cose in maniera ordinata. Mancano sei partite alla fine della stagione e domani è una partita importante per il nostro obiettivo. Serviranno totale serenità, compattezza e grande ordine", aggiunge Allegri.
Il tecnico del Milan è uno dei nomi presi in considerazione dalla Nazionale per la panchina del futuro dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e sembra essere il favorito alla successione di Ringhio insieme ad Antonio Conte. Allegri dice la sua aprendo alla possibilità di restare ancora a Milano: "In queste settimane tutti parlano, tranne i miei amici che sono a Livorno. Ogni anno si arriva in questo periodo a dire questo va di là, quello va di lì. Quello che conta è il risultato finale. Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo. Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro. Ripeto, la mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio DNA. Mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare":