Contestato e smarrito, il Milan tira fuori tardi l'orgoglio: l'Atalanta vince 3-2
Un finale di pura rabbia agonistica non basta al Milan ad uscire dal buco nero nel quale è precipitato. I rossoneri scendono in campo in un clima quasi apocalittico, con la contestazione feroce dei propri tifosi che parte dalla proprietà e dal CEO Giorgio Furlani e sfocia in quella alla squadra, che per settantacinque minuti buoni non fa assolutamente nulla per spegnere il fuoco e anzi si brucia a sua volta finendo incartata dall'Atalanta che gioca un match quasi del tutto perfetto. Dopo un palo colpito da Adrien Rabiot, la Dea prende la scena e fa bisboccia: Ederson trova la rete del vantaggio al sesto minuto, alla mezz'ora Davide Zappacosta firma il raddoppio approfittando di una difesa completamente ferma. Dopo il secondo gol subito, il Milan prova a scuotersi creando anche qualche occasione, ma non riesce a concretizzare e il pubblico perde ulteriormente la pazienza. La rabbia esplode definitivamente al minuto 52, quando Giacomo Raspadori riceve da Ederson e scarica una botta mancina firmando il tris orobico. La Curva Sud abbandona il secondo anello blu, altra gente lascia lo stadio e quelli che restano si sfogano malamente con Rafael Leao dopo l'ennesima occasione gettata alle ortiche e al momento dell'uscita dal campo. Il Milan cerca con insistenza almeno il punto dell'orgoglio ma non sembra serata, Marco Carnesecchi sfodera parate d'autore e come se non bastasse ci si mette anche la malasorte con Christopher Nkunku che vede stamparsi sulla traversa la sua conclusione.
Sembra ormai tutto finito, eppure proprio nei minuti finali il Milan tira fuori l'orgoglio e approfittando di un'Atalanta appisolata e forse troppo convinta di aver già vinto riesce a rimettersi in carreggiata coi gol di Strahinja Pavlovic e di Nkunku su rigore al 91esimo. Il finale è incendiario, San Siro si rianima, il Milan per poco non fa 3-3 con Matteo Gabbia che di testa manda fuori di niente al 97esimo. Luca Zufferli illude i tifosi indicando il dischetto del rigore dell'area orobica prima del triplice fischio, ma è solo per dare un calcio di punizione all'Atalanta dopo il quale fischia la fine. Esulta l'Atalanta che se l'è vista brutta dopo aver dilagato per ampi tratti, il Milan sprofonda a meno 18 dall'Inter campione d'Italia, certifica l'aggancio della Roma a quota 67 e vede la Champions League traballare pericolosamente. E la Curva Sud inneggia a Paolo Maldini...