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De Laurentiis: "Il Napoli non ha ancora un allenatore". Poi fissa gli obiettivi

di Stefano Bertocchi
Fonte: TMW

Nella giornata di oggi il Napoli ha ufficializzato la separazione con Antonio Conte e al momento non ha nessun allenatore, nonostante sia - come noto - in attesa che Massimiliano Allegri si liberi dal Milan. Uno scenario descritto anche dal presidente azzurro Aurelio De Laurentiis durante la conferenza stampa di presentazione dei due ritiri estivi dei partenopei:

"Il Napoli non ha ancora un allenatore"

"Rapporto forte con Conte e Allegri? Dobbiamo parlare dei miei rapporti con città, Comune e Regioni per quanto attiene il problema stadio - ha dribblato il numero uno del club, rispondendo a una domanda diretta sulla panchina -. Voi volete essere considerati una grande squadra, ma quando dissi che il Maradona era un cesso e arrivò Ancelotti avevo ragione. La mia idea non è cambiata. Anche spendendo 200 milioni, non si risolvono i problemi del Maradona. Lì vi concederò una lunga intervista in cui risponderò e vi provocherò, e voi farete lo stesso. Ancora oggi il Napoli non ha un allenatore e anche se l'avesse non potrebbe annunciarlo. Conoscete le regole federali. E' inutile che continui a scassare il pasticciotto".

"La presentazione? Quando lo permetteranno i regolamenti"

"Posso presentare l'allenatore quando i regolamenti me lo concedono. Io non sono uno che va fuori dalle regole. Posso non essere d'accordo con le regole perché a volte sono fatte illo tempore e diventano stantie. Abbiamo accettato di partecipare a un concorso in cui ci sono delle regole e allora le rispettiamo. Quando potremo annunciare l'allenatore, lo annunceremo".

"Scudetto o Europa? L'uno non esclude l'altro"

"L'uno non esclude l'altro. Io parto da un concetto, mal digerito per un concetto anagrafico: io mi sono battuto per avere da tre a cinque sostituzioni. Già quando ce n'erano tre mi chiedevo perché le sostituzioni venivano fatte al 70', all'80', all'87'. E' come se dichiarassi che quel calciatore è un calciatore B e non A. Siccome io do all'allenatore una doppia squadra valida, ho sempre sostenuto che se dai ai calciatori l'importanza di sentirsi dall'inizio, è la più grande stupidata che si possa fare perché la partita si gioca in due tempi. Chi fa l'imprenditore deve vivere col rischio, sperando che il fato non l'abbandoni. Vorrei far fare i cambi a fine primo tempo. Quest'anno abbiamo più di trenta calciatori. La valorizzazioni passa dal fatto che questi calciatori giochino. C'è una componente sia nel loro cervello che nelle loro gambe. Se non li fai giocare nasce la depressione. Questo appartiene a tutti gli allenatori del mondo, ho notato. Io sono una proprietà e pure presidente, quindi non sono assente come altre proprietà. E se ti dico 'Vai tranquillo, è un gioco, ci dobbiamo divertire e dobbiamo far divertire i nostri tifosi'... Ma perché devo fare i cambi così tardi? Anche perché ormai si gioca 50 minuti per tempo".


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