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CorSera - Per il Milan si valuta la violazione del regolamento UEFA. Non è indagato Scaroni

di Christian Liotta

Si prospetta uno scenario piuttosto cupo per il Milan, qualora fosse rafforzato dagli esiti delle perquisizioni odierne della sede del Milan e delle case degli indagati effettuate dalla Guardia di Finanza, nonché dai sequestri dei loro telefoni e computer. Secondo il Corriere della Sera di Milano, infatti, il club rossonero on soltanto avrebbe aggirato le norme sulle comunicazioni obbligatorie da rendere alla FIGC, ma avrebbe anche violato l'articolo 5 del regolamento UEFA, ovvero quello che nelle Coppe europee vieta che chi controlla già una squadra possa avere influenza pure su altri club iscritti alle medesime competizioni. Questa, secondo il quotidiano, è la situazione nella quale si troverebbe il fondo Elliott con il Milan perché già ha una influenza dominante, grazie alla leva di un grosso credito di poco meno di 200 milioni, su una squadra francese pure iscritta alla Champions League, il Lille, da dove peraltro il Milan ha prelevato due colonne della squadra di Stefano Pioli come Mike Maignan e Rafael Leao

Non risulta comunque indagato, a differenza di Giorgio Furlani e Paul Gazidis, il presidente del Milan, Paolo Scaroni, che, se davvero ci fosse stata ai piani alti del Milan la scelta di violare la legge, non ne sarebbe stato logicamente estraneo: l'ostacolo all’autorità di vigilanza viene definito un 'reato proprio', di quelli cioè che "possono essere commessi soltanto da chi in una azienda rivesta determinate cariche deputate per legge a quelle specifiche comunicazioni, e questo tipo di comunicazioni alla FIGC spettano in una squadra appunto non al presidente ma all’amministratore delegato", aggiunge il CorSera.


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