A un anno dalla SanSiriade: Frattesi ricorda Inter-Barcellona
La terra ha compiuto un giro intorno al sole da quella che è stata la partita più elettrizzante degli ultimi vent'anni (almeno) della storia dell'Inter: la semifinale di ritorno di Champions League contro il Barcellona. Dopo la gara d'andata in Spagna, finita con un rocambolesco 3-3, i centoventi minuti andati in scena a San Siro hanno regalato al mondo uno spettacolo che difficilmente gli amanti del calcio dimenticheranno, persino quegli italiani anti-nerazzurri che quel 4-3 finale sotto la pioggia di una calda notte di maggio lo rimpiangono, visti i risultati oltre confine delle italiane, con quel pizzico d'invidia malcelabile anche dietro la goduria che poi Monaco ha loro regalato.
"Di recente mi stavo annoiando a vedere il calcio, per cui grazie Inter e grazie Barcellona. Questo è il motivo per cui amiamo il calcio, vogliamo vedere squadre che si affrontano a viso aperto. Per cui grazie Inzaghi, Flick e tutti quelli che hanno giocato" aveva detto Thierry Henry a margine della gara a CBS Sports, perché come scrivevamo nell'epilogo del live testuale di quella che definimmo SanSiriade, non una gara ma "un poema epico", la cui "leggenda di rimarrà per sempre nell'aria e in una pagina del calcio mondiale". Dopo i sei gol dell'andata, Inter e Barcellona hanno dato vita ad una partita che ha dato "da lavorare a tanti cardiologi". I nerazzurri andati in doppio vantaggio si sono fatti riagganciare dopo pochi minuti della ripresa e all'87esimo Raphinha fa un 3-2 che sembra spezzare i cuori del Meazza... ma non dei ragazzi di Inzaghi che con Francesco Acerbi prima e Davide Frattesi dopo si prendono la finale di Monaco, la seconda in tre anni. Finale che poi finì come finì, ma che non è - comprensibilmente - riuscita a cancellare la memoria, i meriti, la bellezza e le emozioni di quella notte, diventata epica grazie alla diagonale perfetta del centrocampista romano col numero 16 sulle spalle che ha ghiacciato Szczesny e l'intera squadra catalana, facendo infiammare San Siro. "L’eroe di Monaco di Baviera che porta l’Inter a Monaco di Baviera" scrivevamo ancora in "Le profezie di Inzaghi e Guardiola si avverano: San Siro come l'Azteca, l'Inter in finale di Champions dopo una partita che vale la 'targa'", dove ricordavamo vecchie parole di Guardiola che dopo Istanbul a Inzaghi diceva "Lo sport è così: a volte vinci, a volte perdi...". Citazione che torna attuale anche oggi 365 giorni dopo il fulmine scagliato da Davide Frattesi che regalò all'Inter la sua notte più bella trecentosessantacinque giorni fa, come ricorda lo stesso centrocampista su Instagram, e la finale di Monaco che poi si rivelò la sua più brutta. Trecentosessantacinque giorni dopo l'Inter è ancora in estasi, pronta a scrivere un'altra notte storica (e stavolta di festeggiamenti). Perché come dice Guardiola, lo sport è così: a volte vinci, a volte perdi...".