Adriano: "Inter, grazie per avermi fatto diventare l'Imperatore. Alla fine sbagliai io, chiedo scusa ai tifosi"
Torna puntuale l'appuntamento con 'Inter Classics', l'occasione per i tifosi nerazzurri di rivedere sul canale Youtube del club milanese le imprese realizzate dalla loro squadra nel corso degli anni. Stasera è la volta di Inter-Milan 2-1 del febbraio 2009, match in cui le danze furono aperte dall'Imperatore Adriano, autore di un gol contestatissimo dai cugini: "Ho fatto gol di testa, no (ride ndr)? Mi ha aiutato la mano, ma io non ho fatto apposta, lo dico davvero", spiega il brasiliano in chat con Inter.it, presentando quel derby della Madonnina in cui mise a segno la sua ultima rete in nerazzurro.
Hai rappresentato tanto per i tifosi dell'Inter, che cosa significava per te il derby?
"Per noi giocatori era molto importante, emozionante: la gara più importante in città. Personalmente io mi avvicinavo a questa gara con nervosismo perché sapevo di dover affrontare grandi avversari. Fare gol in un derby è una cosa impressionante".
Quello fu un derby molto brasiliano.
"Era bello perché poi prendevamo in giro quelli che perdevano. Ci sentivamo anche per telefono per parlare della gara, una bella cosa. Maicon? Mi faceva tanti assist, ci conoscevamo perché giocavamo anche in Nazionale. Con lui era facile, ci trovavamo al volo".
Hai fatto 74 gol, tutti belli.
"Il più bello è quello segnato contro il Real Madrid, fu importante quella gara per farmi conoscere, per la mia carriera. La punizione? Non è una questione di coraggio, mi allenavo a tirare le punizioni con Materazzi e Seedorf. Loro sapevano che tiravo forte e bene, Seedorf, in quell'occasione, disse a Materazzi di lasciarmi tirare. Non ci credevo neanche io perché ero l'ultimo arrivato, è stata una sorpresa. Grazie a Dio è andato tutto bene, ho tirato una bella punizione".
Nessuno ti conosceva, ma sei diventato famoso in un giorno.
"E' vero, è stata una gara importante per farmi conoscere ai tifosi. Meno male che dopo quell'amichevole sono riuscito a dimostrare chi ero".
Il gol contro il Venezia.
"Meno male che ci ho creduto, altrimenti non ci sarei riuscito. L'Inter aveva bisogno di quella vittoria, se non ricordo male".
Sei tra i grandi mancini della storia nerazzurra, facevate addirittura la conta per tirare le punizioni...
"Ho imparato tanto da Mihajlovic e Recoba, da loro ho avuto una forza in più: mi hanno insegnato tantissimo. Li ringrazio tanto".
La gara con l'Udinese e il coast to coast.
"Meno male che ho giocato se no prendevo la multa perché ero arrivato in ritardo dal Brasile (ride ndr), dovevo fare qualcosa in più. Alla fine è andata bene. Non posso dimenticare questi momenti".
I tifosi ti vogliono bene, è stato bellissimo ammirarti all'Inter.
"Io ringrazio loro per avermi fatto diventare l'Imperatore. Ringrazio per i bei momenti, l'Inter è sempre stata la mia seconda casa e lo è anche oggi. Se alla fine di questa avventura ho sbagliato è perché non avevo la testa per via della morte di mio padre. Ho lasciato Milano non perché non volessi più giocare nell'Inter, ma per quel fatto personale. Chiedo scusa ai tifosi e dico anche grazie perché mi hanno trattato bene anche nei momenti difficili. Spero di tornare un giorno per salutarvi tutti".
️ | DERBY@A10imperador è spesso stato protagonista dei #DerbyMilano!
— Inter (@Inter) May 20, 2020
Appuntamento a questa sera sui nostri canali social per rivedere insieme il 2-1 del febbraio 2009 pic.twitter.com/dCs3tk3Oad