Bergomi: "Inter da quarto posto con la Roma". Di Canio: "Si riprenderà, ma servono scelte impopolari"
Dagli studi di Sky Sport si comincia a tracciare un primo bilancio dopo le prime tre giornate di campionato. Gli opinionisti presenti in studio tracciano la loro griglia di partenza.
Giuseppe Bergomi è sicuro: "Non mi serve la terza giornata, lo avrei detto anche dopo la seconda o dopo la prima. Napoli e Juventus sono davanti a tutte, ma il Napoli è davvero fortissimo. Gli ultimi colpi di mercato del Milan, uniti al fatto che gioca una sola partita a settimana, mi fanno collocare i rossoneri in seconda fascia. Dietro metto Roma e Inter, sullo stesso livello".
“Due anni fa l’Inter questa partita la vince facile, l’anno scorso la pareggia, quest’anno la perde - ha osservato Bergomi -. Vedo un flusso negativo, perché ogni episodio sfavorevole capita all’Inter e non alla Juve. È un trend che non si può ignorare”.
L’ex difensore ha poi analizzato l’impatto del lavoro di Cristian Chivu: “L’allenatore sta provando a cambiare qualcosa nel modo di giocare, ma oggi l’Inter dà l’idea di una squadra che cala alla distanza. Non dico che sia stanca in assoluto, ma durante le partite la vedo affaticata e meno lucida con il passare dei minuti”.
Più prudente la lettura di Paolo Di Canio, che intravede margini di crescita per i nerazzurri: “L’Inter si riprenderà, ma ci saranno dei confronti interni. Ritorna Calhanoglu a questo livello, però Barella è in calo. Qualcosa accadrà anche nelle scelte, come si è visto ieri quando Chivu ha cambiato: potranno essere decisioni impopolari, ma servono per dare una scossa”.
“Se prendi quattro gol, qualcosa evidentemente non funziona - ha sottolineato l’ex attaccante -. È chiaro che sono episodi, ma fanno la differenza. Solo sull’ultimo gol c’è una responsabilità grave di Sommer, è una 'quaglia, sugli altri si poteva difendere meglio: marcare con più decisione, uscire a prendere Yildiz o rompere la linea. È mancata cattiveria, è mancata determinazione. Sul primo gol, ad esempio, Kelly resta fermo, non si muove come un attaccante, e anche Akanji è lì a guardare. Sul colpo di testa di Thuram, ancora una volta, Akanji non salta”.
Di Canio ha poi insistito sul difensore svizzero: “Akanji si schiaccia troppo, senza motivo. Non ha avversari diretti, deve solo aspettare Kelly, e invece si stacca quel tanto che basta per arrivare in ritardo. Errori così, a questi livelli, li paghi carissimi”.