Calhanoglu: "Sogno di vincere con l'Inter, Chivu più empatico di Inzaghi. Ecco cosa ci siamo detti prima della Roma"
"Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione. Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio". La sassata di Hakan Calhanoglu contro la Roma viene raccontata così dal centrocampista dell'Inter, oggi protagonista di una lunga intervista concessa a La Repubblica. Il turco comunque ci tiene a precisare che non si tratta della sua "rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato", ricorda.
C’è chi ha dato la colpa a Svilar...
"A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto".
Prima della partita, avete parlato fra voi compagni per ripartire.
"Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità. É ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Ha funzionato. Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile".
I giovani dello spogliatoio seguono voi senatori?
"Ci ascoltano. Hanno capito come funziona qui all’Inter. L’asticella è alta, devi dimostrare sempre".
Che partite si aspetta contro il Como, fra campionato (domani) e Coppa Italia (il 21 aprile)?
"È una buona squadra, costruita bene. Dovremo stare attenti e fare il nostro gioco".
L’Inter è di nuovo senza Lautaro. Quanto è importante avere un capitano come lui?
"Quando non c’è manca, sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c’è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma. Sommer, Akanji, Acerbi".
È soddisfatto del suo momento?
"Le statistiche parlano chiaro: ogni anno mi miglioro, o quantomeno non calo, salvo infortuni".
Di Inzaghi disse che «non parla tanto, ma ha un grande cuore». E Cristian Chivu?
"Con Simone ho un bellissimo rapporto: mi ha voluto tanto in squadra. Chivu è ancora più empatico, più vicino ai giocatori. Gli interessa come stai fuori dal campo".
Il suo sogno, come calciatore?
"Vincere trofei importanti con l’Inter. Dopo aver perso due finali di Champions, l’obiettivo è quello. Intanto, c’è il Mondiale con la Turchia".
Ha provato a consolare i compagni italiani, che al Mondiale non andranno?
"Li ho abbracciati. Le parole servono a poco in momenti così. Il vero aiuto viene dalla famiglia, dai figli in particolare".
Calha lo sai perché: quanto la carica il coro che le dedicano i tifosi interisti?
"Tantissimo. Da straniero è stupendo capire di essere entrato così nel cuore di un popolo. Cerco di ricambiare amore e rispetto dando tutto in campo".