Champions - Letali davanti, macchinosi dietro: ecco il Werder
Hanno schiantato i sogni dorati di una grandiosa Sampdoria, raggiungendola nel recupero e condannandola nei supplementari. I tedeschi del Werder Brema sono stati i primi avversari che l’urna di Montecarlo, al Grimaldi Forum, ha abbinato all’Inter. Una squadra tosta, forte davanti, con grandi individualità del calibro di Claudio Pizarro, Hugo Almeida e Marko Marin, una squadra votata all’offensivismo esasperato, ma ballerina in difesa. I vari Mertesaker, Bönisch e Naldo soffrono molto dietro e sono facilmente infilabili, basti vedere la facilità della Sampdoria nel creare occasioni ed andare a segno. I tedeschi allenati da Thomas Schaaf, alla guida del club da ben 11 anni, dopo 23 anni passati tra giovanili e prima squadra, si schierano per lo più con un 4-2-3-1, o con un 4-1-3-2 con Ugo Almeida al fianco di Pizarro.
Una batteria di tre trequartisti, come Marin, Hunt o Rosenberg, supportati da Fring e Borowsky o Bargfrede. I tedeschi hanno sempre avuto questi pregi e questi difetti, difetti che forse gli hanno impedito la completa consacrazione anche a livello europeo, dove il miglior risultato rimane la Coppa delle Coppe '91/92, e la finale di Europa League del 2008/2009, quando il Werder fu sconfitto dallo Shaktar Donetsk di Mircea Lucescu per 2-1 nell’extra time. Lo stesso anno arriva la Dfb Pokal, vinta sul Leverkusen, grazie al gol del’ormai Real Madrid Mesut Özil, mentre l’ultimo titolo di Bundesliga risale al 2004.
In ogni caso i ragazzi del tecnico tedesco sono molto dotati tecnicamente, basti vedere il prima citato Marin, Aron Hunt, Sandro Wagner e l’ex Inter e Twente Marko Arnautovic. A guidare questo connubio di potenza e classe offensiva e di macchinosità arretrata, ci pensa il padre padrone Torsten Frings, capitano e faro del Werder, dal 2005 a Brema, dopo esserlo stato in un primo sin dal 1996 al 2002, prima delle esperienze di Dortmund e di Monaco.
I tedeschi sono una vecchia conoscenza dell’Inter nei gironi eliminatori; già quattro altre volte, i due anni, i verdi di Brema hanno affrontato i nerazzurri: nel 2004/2005 e furono una vittoria ed un pareggio. A Milano la doppietta di Adriano fa trionfare i nerazzurri di Mancini. A Brema un’Inter qualificata coglie un pareggio, grazie ai gol su rigore di Ismael, pareggiato da Martins. Nel 2008 è ancora pareggio al Meazza: al gol di Maicon risponde Pizarro. A Brema un’Inter già agli Ottavi perde per 2-1: In gol ancora Pizarro e Rosenberg, prima che Zlatan Ibrahimovic segni il suo ultimo gol europeo in maglia nerazzurra.
Tutto sommato una squadra molto interessante, con un mix di forza e tecnica offensiva, una forza fisica che è però il limite della linea difensiva di Schaaf. Sarà molto importante per i nerazzurri colpire i difetti congeniti della difesa teutonica, lenta e macchinosa. In ogni caso massimo rispetto per i tedeschi, clienti tutt’altro che semplici.
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