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Chivu applica la sua teoria. L'ultimo esempio? La linea laterale di San Siro

di Stefano Bertocchi

“La squadra deve capire i momenti” è una delle frasi più utilizzate da Cristian Chivu davanti ai microfoni da quando siede sulla panchina dell’Inter. L’allenatore nerazzurro ha sottolineato più volte questo concetto per spronare Lautaro e compagni a migliorarsi e maturare nelle molteplici partite che si giocano dentro i 90 minuti. E ha offerto una concreta applicazione della sua teoria anche nell’ultima pazza rimonta che ha visto il Biscione ribaltare il Como nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. 

I lariani, particolarmente frizzanti nel primo tempo (come già era successo qualche giorno prima al Sinigaglia nella sfida di campionato, poi vinta 4-2 - sempre in rimonta - dai nerazzurri), hanno messo sotto di due gol la banda di Chivu, affamata nel reagire nella ripresa tentando il tutto per tutto per raggiungere l’obiettivo. Alla fine centrato con voglia, orgoglio e merito. Il doppio vantaggio firmato da Baturina e Da Cunha poteva tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Inter. Al giro di boa salgono in cattedra Hakan Calhanoglu (autore di una doppietta) e Petar Sucic (due assist al bacio e la rete della qualificazione), ma anche il nativo di Reșița, protagonista in positivo con le mosse che hanno cambiato la partita: l’ingresso del croato, appunto, ma anche quello di Andy Diouf, buttato sulla fascia destra con il chiaro intento di creare pericolosità. Una posizione che ha permesso al francese di mettere in vetrina la corsa felina, la grande tecnica e la personalità di ingaggiare con costanza l’uno contro uno. L’ex Lens è stato una vera e propria spina nel fianco della difesa comasca che ha mandato in tilt il piano gara di Cesc Fabregas. 

“Capire i momenti”, dicevamo. Chivu li ha capiti dal punto di vista comunicativo perché “non è un fesso”, ma anche da quello della gestione delle forze e della fiducia del gruppo nei momenti chiave della stagione. Fino ad arrivare alle letture della gara, come testimoniato nell’ultimo Inter-Como. Siamo al minuto 86’ quando Calhanoglu segna di testa (sì, non è uno scherzo) la rete del 2-2: San Siro si infiamma e diventa una bolgia, Chivu capisce che è il momento - appunto - di azzannare una preda che fa fatica a rialzarsi. Tre giri di orologio dopo, quando il match entra all’89’, è proprio il tecnico interista a velocizzare la rimessa laterale che aziona l’uno-due tutto tecnica tra Calhanoglu e Sucic che si conclude con la zampata vincente dell’ex Dinamo Zagabria e con la folle corsa di esultanza sotto la Nord. Al 93’, nella stessa zona di campo, Chivu decide invece di predicare calma con un chiaro linguaggio del corpo dopo una prezioso fallo laterale conquistato da Thuram. Per congelare il possesso, far scorrere il cronometro e mettere il tasca una qualificazione che ad inizio ripresa sembrava quasi impossibile. Ma questa Inter, seppur un po' pazza, sa “capire i momenti”. Proprio come chiede il suo allenatore. 


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Sabato 25 aprile