Chivu in conferenza: "Credo che sia io che Fabregas siamo contenti del risultato. Abbiamo capito una cosa"
Fonte: dall'inviata Egle Patanè
Finisce 0-0 il match d'andata di semifinale di Coppa Italia 2025/26 tra Como e Inter andata in scena questa sera al Sinigaglia, risultato che rimanda il totale verdetto al match di ritorno, in programma per il 22 aprile al Meazza. Dopo aver commentato il risultato in televisione, Cristian Chivu è arrivato anche in sala stampa per rispondere ai giornalisti presenti e commentare quanto raccolto questa sera. Di seguito le dichiarazioni raccolte dall'inviata di FcInterNews.it.
Su Fabregas:
"Ci conosciamo da tanto tempo, ci sentiamo ogni tanto, mi fa piacere sempre rivederlo e mi fa piacere quello che sta facendo, per lui e per il Como. È una squadra costruita e allenata bene e sta facendo un grandissimo campionato".
Partita non da Inter, ma tenendo conto del calendario e delle emergenze sono arrivate risposte positive?
"Abbiamo dovuto fare di necessità virtù, abbiamo dovuto adattarci a quello che erano le nostre problematiche e priorità. Abbiamo dovuto adattare Diouf e Frattesi sotto la punta e la squadra si è applicata per la prima volta a farlo, anche se ogni tanto abbbiamo provato a gara in corso questa soluzione. Abbiamo avuto poco tempo per preparare questa partita perché dopo il Genoa chi non ha giocato non poteva fare più di tanto perché poi si doveva giocare stasera. Quindi è tutto merito dei ragazzi che si sono applicati e hanno capito l'importanza di questa partita e di questa semifinale. Abbiamo fatto del nostro meglio in queste condizioni, ma credito a loro che sono stati bravi. Non abbiamo concesso tanto a una squadra che sa fare. Poi purtroppo abbiamo creato poco e alla fine credo che entrambi gli allenatori ci siamo accontentati del pari perché abbiamo capito che se non si può vincere almeno è meglio non perdere, nonostante la giovane età".
Hai mai pensato alla soluzione con le due punte?
"No, mai. Non ho mai pensato di mettere le due punte perché a volte bisogna prendere delle decisioni forti per tutelare l'integrità e la salute dei calciatori. Non volevo rischiare di perderne un altro".