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Chivu in conferenza: "È il sogno dell'Inter, non il mio. Dieci e lode a tutti"

di Stefano Bertocchi
Fonte: Dall'inviato a Roma

Prima finale di Coppa Italia da allenatore, prima vittoria per Cristian Chivu. Dopo lo scudetto conquistato in anticipo qualche settimana fa, il tecnico dell'Inter si presenta in conferenza stampa per un'analisi a caldo del match dell'Olimpico contro la Lazio e per celebrare il secondo trofeo stagionale. FcInterNews.it, presente a Roma con il proprio inviato, vi riporta le sue dichiarazioni. 

Cosa si prova ad aver realizzato questo sogno?
"Non è il mio sogno, ma di tutta l'Inter, della storia di questa società, dei tifosi. Bisogna tenere l'asticella alta, restare competitivi: quello che conta è l'ambizione per raggiungere obiettivi e sogni. Questo gruppo l'ha fatto fin da subito. Vincere due trofei non è mai scontato e non è mai facile". 

Cosa ha imparato in questi undici mesi qua?
"È una vita che sono nei campi di calcio e in uno spogliatoio, cerco di capire quello che è il mondo. Ho fatto tanti anni nel settore giovanile perché ci voleva un percorso e mi è servito, perché sono partito dal basso. Questo gruppo è meraviglioso: sono uomini che mettono la faccia e l'ambizione, mettono sempre a disposizione la loro miglior versione per raggiungere gli obiettivi". 

Dumfries e Lautaro le hanno dato 10. Lei che voto dà a se stesso e alla squadra?
"Anche io do il voto di 10 a tutta la squadra, anche se possiamo migliorare. Le aspettative saranno più alte, come accade sempre all'Inter, ma do un 10 con lode a tutti quanti". 

C'è stato un momento in cui hai pensato che potesse finire così?
"Dall'inizio, da quello che ci siamo detti in America nella famosa riunione in cui abbiamo messo le cose in chiaro. Il gruppo si è messo subito a disposizione nonostante i cambiamenti, ma quando hai nel cuore e nella testa i compagni e la società diventa tutto più semplice. L'hanno fatto vedere nei momenti di difficoltà. Ci sono cose che nello spogliatoio succedono ogni giorno e le devi superare, poi quando vinci due trofei devi essere felice. Ce lo meritiamo". 

Qual è la cosa che ti ha dato più soddisfazione o quella che ti ha più ferito?
"Soddisfazioni ce ne sono state tante. Ferito quello che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione, gli chiedo scusa io a nome di qualcun altro".

Quali sono le differenze da allenatore e da giocatore? 
"Ho vinto anche in Primavera e ho pianto, non me lo può togliere nessuno perché era il primo trofeo. È stato bello, abbiamo ribaltato una semifinale dove eravamo sotto 3-0 all'intervallo e poi abbiamo vinto la finale contro la più forte del campionato. Sono felice del mio percorso e sono felice per i ragazzi. Sappiamo quali sono le aspettative quando sei all'Inter, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ce lo siamo guadagnati vincendo due trofei". 

La conferenza su conclude con la domanda di un giornalista romeno, con Chivu che risponde nella sua lingua madre in rispetto alle sue origini. 


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