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Chivu in conferenza: "Sommer e Luis Henrique? Fischiate me, non i ragazzi. Mercato, la società sa le mie richieste"

di Mattia Zangari

Cristian Chivu è l'ultimo a presentarsi nella sala conferenze di San Siro per commentare Inter-Pisa 6-2, rispondendo alle domande dei cronisti presenti. Cominciando con la spiegazione del cambio di Luis Henrique dopo mezzora di gioco: "E' stata una mia lettura per l'attacco alla linea e per la qualità dei cross quando loro difendevano bassi. Sul 2-0 c'era bisogno di più qualità sulla sinistra dove sviluppavamo spesso. Difendo Luis Henrique perché è un nostro patrimonio, è giusto farlo per quanto ha fatto vedere negli ultimi mesi, nonostante i rumors e le etichette. Molti dei nostri tifosi sono condizionati da quello che leggono e ascoltano su social e giornali, non gli perdonano niente. Non è giusto, bisogna sostenerlo. Un tifoso può fare ciò che vuole, ma bisogna sostenere questi ragazzi, stanno cercando di fare una stagione competitiva. Non bisogna fischiare i giocatori al primo errore, mi prendo anche la responsabilità dell'errore di Sommer perché gli ho chiesto di cercare il terzo uomo quando avrebbe potuto spazzare la palla. Sono io che gli chiedo di non buttarla via. Se c'è qualcuno che vuole fischiare, può fischiare tranquillamente me, ma non questi ragazzi. Voglio anche ringraziare il secondo anello verde che ha fatto un coro per Sommer, bisogna sostenere i giocatori".

La testa vale più delle gambe.
"Si parla spesso di tattica, ma è la testa a fare la differenza. L'approccio mi era piaciuto, eravamo lenti contro un blocco basso, poi ci hanno messo in difficoltà due episodi. La reazione dei ragazzi è stata meravigliosa, io non avevo dubbi su di loro. Nella mia esperienza da giocatore e da allenatore, so che le partite durano 100'. Conosco i punti di forza della squadra, siamo cresciuti tanto dal punto di vista mentale negli ultimi due mesi. Mi fido sempre di più della loro qualità, della loro mentalità e del loro atteggiamento. Oggi abbiamo avuto una reazione da grande squadra, abbiamo continuato a marciare sul piano gara. In sette minuti abbiamo ribaltato il risultato, potevamo chiuderla prima nel secondo tempo, ma alla fine mi prendo una gara che poteva essere destabilizzante mentalmente che invece si è trasformata in una vittoria che dà tanta autostima per il futuro". 

Questa squadra avrebbe avuto la forza di recuperare questi due gol di svantaggio un mese fa? Come stanno andando le riunioni di mercato?
"La squadra conosce il mio pensiero, l'ho ribadito nell'ultimo mese. La verità non la dico qua, non è giusto che la dica. Io mi prendo la convinzione nonostante le difficoltà e i rumori degli amici e dei nemici. Continuiamo a lavorare sodo, con il sogno di essere competitivi. Ho 25 ragazzi che cercano sempre di accontentarci, mi godo una squadra matura e competitiva, che piano piano sta chiudendo qualche cicatrice. Non si può essere sempre perfetti, ma lavoriamo, sudiamo e sogniamo. Per raggiungere i sogni si deve fare fatica. Quanto alle riunioni di mercato, le cose che ci siamo detti rimangono tra le quattro mura. Loro sanno bene le mie richieste e le mie idee, vediamo. Io spero che il mercato chiuda presto, non ce la faccio più a sentire sempre le solite cose. Abbiamo un gruppo che ha fatto 52 punti, non è una cosa semplice né scontata per quelle che erano le critiche di inizio stagione. Con alti e bassi, abbiamo sempre dato il massimo. Andiamo avanti a testa alta, sperando di dare costanza a ciò che stiamo facendo". 


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