Chivu: "Rimonta da pazza Inter, questi ragazzi hanno il DNA nerazzurro"
È tornata la Pazza Inter? Questo sarà sicuramente il leit motiv che accompagnerà la clamorosa serata di San Siro, dove i nerazzurri vedono l’inferno e poi volano in paradiso con la rete di Petar Sucic che vale il biglietto per la finale di Coppa Italia. Questo il primo commento di Cristian Chivu, tecnico nerazzurro, ai microfoni di Sport Mediaset:
Quanta soddisfazione c’è nell’aver vinto in rimonta con carattere e grazie ai sostituti?
“C’è un gruppo che lavora da inizio stagione facendo molto bene, poi quando sono chiamati in causa lo fanno vedere; chi più chi meno, dipende dalla giornata. Chi è entrato ci ha dato una grossa mano, Sucic, Diouf e Pio Esposito stesso sono stati decisivi. È la voglia pazzesca di questo gruppo di essere decisivi fino in fondo”.
Sentire la possibilità del Doblete, guardando indietro, quanta soddisfazione dà?
“Ci siamo messi in questa situazione col lavoro, una situazione che permette di sognare e di raggiungere gli obiettivi campionato e Coppa Italia”.
Sotto due volte col Como e riprendere entrambe le partite è sintomo che l’Inter sia l’unica squadra capace di questa impresa.
“Eravamo consapevoli di quello che sta facendo il Como. Abbiamo segnato tanti gol contro la migliore difesa perché questi ragazzi hanno il DNA Inter dentro, rimontare il Como due volte in dieci giorni è roba che solo la pazza Inter può fare”.
Può spiegare le decisioni sulle fasce?
“Denzel ha ancora un problema fisico, ha dato disponibilità all’ultimo. Ha un fastidio al tendine ma viste le cose ha dato la sua disponibilità. Fa piacere avere giocatori che capiscono il momento e sentono la responsabilità di quello che vuol dire giocare in questa squadra. Hanno voglia di portare avanti il lavoro della società. Oggi Diouf è entrato benissimo, ha fatto l’uno-contro-uno sempre con personalità. Sono contento dei ragazzi che mantengono la possibilità di giocarci la finale e raggiungere uno dei prossimi obiettivi”.
Cosa prova quando viene accostato a Mourinho?
“A voi piacciono i titoli, a me no. Io sono Cristian, ho la responsabilità di questi ragazzi meravigliosi che hanno. Grazie a loro voi fate i titoli ma mi interessa poco, voglio dare soddisfazione a quelli che hanno creduto in me e in questi ragazzi meravigliosi”.