Chivu: "Scudetto? È il mio lavoro. Ho tanti altri sogni, non è finita qui"
Esausto ma felice. Ieri sera, Cristian Chivu appariva così quando si è presentato davanti ai microfoni di Radio TV Serie A per raccontare le sue emozioni per lo scudetto vinto al primo colpo sulla panchina dell'Inter: "Questa vittoria non è solo del gruppo, ma è della società e dei nostri meravigliosi tifosi, che ci hanno sostenuto, nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto gestire durante la stagione. Il campionato è una maratona di 38 partite, dove devi fare più punti degli altri e abbiamo dovuto gestire anche le sconfitte, le delusioni, e direi che questi ragazzi sono stati meravigliosi", le parole del romeno.
Il discorso si sposta sul Chivu uomo e allenatore: "Io ho tanta passione, vivo il calcio alla mia maniera. Vivo per i miei ragazzi, vivo per questi tifosi, per quelli che hanno creduto in me. Vivo per la loro consapevolezza, ma anche la fiducia che hanno riposto in me. E quindi ho cercato sempre di dare il massimo. Vivo per la mia famiglia, per quello che hanno dovuto magari subire, e chiedo loro anche scusa perché hanno sopportato molte cose. Però sono felice per tutti, per i giocatori, per la società, per i tifosi. E anche per il mio staff che ha fatto un gran lavoro".
Infine, Chivu parla dei suoi sogni e dei suoi obiettivi, che si sono intrecciati nella magica serata di ieri e che potrebbero intrecciarsi anche il 13 maggio, a Roma, nella finale di Coppa Italia: "È uno scudetto, è il mio lavoro. Come lo era da giocatore, lo è anche da allenatore. Cerchiamo di seguire i sogni che avevamo da bambini, ce ne sono ancora tanti, quindi non è finita".