.

Chivu: "Se c'è una squadra che può ribaltarla è la nostra". Poi la replica dura a chi parla di 'vergogna'

di Simone Togna

Domani sera l'Inter sarà chiamata a ribaltare il 3-1 rimediato in Norvegia contro il Bodo/Glimt e oggi Cristian Chivu, come di consueto protagonista della conferenza stampa pre-partita, analizza i temi della partita e gli argomenti più significativi dell'attualità nerazzurra con i giornalisti presenti, tra i quali l'inviato di FcInterNews.it

Cosa vi ha insegnato la gara d'andata?
"Quello che sapevamo prima, che non sarebbe stata semplice un po' per il campo e il clima, dovevamo adattarci al meglio al clima partita. Non siamo stati in grado di farlo se non a tratti, ma conoscevamo la forza di questa squadra, che quanto fatto nel girone non era casuale. Ha pareggiato a Dortmund, battuto il City e l'Atletico a Madrid. Non siamo stati all'altezza in alcuni momenti, speriamo che domani non accada di nuovo".

L'assenza di un leader come Lautaro influenzerà il gioco?
"Noi abbiamo tanti leader, chi scende in campo si sente responsabile, tutti hanno fatto bene, si sentono coinvolti e in fiducia, sanno che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo tutto quello che è la nostra fame, il nostro lavoro, la nostra umiltà e la nostra crescita, spero di continuare a marciare su questi fondamenti".

La convinzione di questo gruppo a che livello è?
"Questi ragazzi hanno convinzione, lo dimostrano da tre mesi anche tra alti e bassi che non hanno tolto fiducia, autostima, cultura del lavoro per essere competitivi. Non c'entra una partita, una battaglia persa, conta esserci colpo su colpo, dare sempre il massimo ed essere la nostra miglior versione".

Quanto peserà il fattore psicologico? C'è l'obbligo di vincere domani?
"Noi abbiamo il dovere, non l'obbligo di vincere. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi sapendo che se c'è una squadra che può ribaltare questo risultato è la nostra, consapevoli che non sarà semplice. Può durare anche 120 minuti, o andare ai rigori, dobbiamo essere pronti dall'inizio senza avere la disperazione di segnare subito, dobbiamo gestire al meglio i momenti, la forza che questo gruppo sta dimostrando".

Il +10 sul Milan cambia inconsciamente l'approccio alla partita?
"No, sappiamo che abbiamo perso 3-1 l'andata e il campionato non c'entra. Se vogliamo avere una possibilità di passare dobbiamo essere la miglior versione nostra senza pensare ad altro".

Avete perso contro una squadra di 50 mila abitanti e uno stadio di 8 mila, sarebbe una piccola vergogna essere eliminati?
"No, nel calcio non c'è la vergogna. C'è il lavoro di una società e di una squadra, bisogna accettare e rispettare l'avversario. Visto che lei non rispetta noi sostenendo che dovremmo provare vergogna, sappia che noi abbiamo grande rispetto per il Bodo, che ha fatto bene contro grandi squadre. Noi rispettiamo i nostri avversari, facciamo i complimenti per il loro progetto. Ma non proviamo vergogna, all'andata abbiamo cercato di essere la nostra variante migliore, loro sono stati puù bravi e gli abbiamo fatto i complimenti".

Si studia un piano per una rimonta del genere?
"Non dobbiamo stravolgere il piano gara, ovvio che ci sia da recuperare un risultato ma non possiamo permetterci di perdere equilibrio, fiducia e autostima. Possiamo subire un gol ma non cambia nulla, il calcio è imprevedibile e bisogna trovare la maturità nel fare determinate cose, dando tutto quello che si ha, capendo i momenti, trovando concretezza, personalità e organizzazione, il valore di questi giocatori. In una partita di calcio hai bisogno di tutti questi ingredienti".

Il Bodo ha vinto anche fuori casa ma quanto può pesare l'effetto San Siro?
"Quello che conta è che questi ragazzi ritrovino l'erba (risate in sala, ndr)".

Tanti allenatori dicono che è nelle rimonte che un allenatore può incidere di più. Ricorda da giocatore come la motivavano i suoi allenatori?
"Io l'allenatore non lo ascoltavo, mi affidavo ai miei pensieri, alla mia responsabilità, fiducia, autostima, ero più preoccupato di essere all'altezza per non deludere i miei compagni. Ho sempre fatto così. Forse,se avessi ascoltato i consigli dell'allenatore avrei fatto più carriera, ma ero testardo e ho pensato sempre ai miei compagni e di essere all'altezza. Non c'è bisogno di motivare più di tanto, i ragazzi sanno quanto è importante, sanno che se c'è una squadra che può ribaltare un risultato del genere siamo noi, senza mancare di rispetto a nessuno. Il Bodo è organizzato e fa molte cose con intensità e determinazione, noi dobbiamo pareggiarle e aggiungere qualcosa in più".

Il fatto di dover recuperare influisce la preparazione della partita?
"Una squadra che ha costruito la stagione sulla continuità, che segna più di 2 gol a partita, che ha vinto partite importanti segnando tanto, che è prima in tante cose, non può essere preparata diversamente. Non devo pretendere qualcosa in più. Abbiamo corretto gli errori dell'andata, ma il contesto era talmente strano, in un campo in cui non eravamo abituati, con paura di farsi male. Una partita dlal'inizio si prepara sempre così, con coraggio, consapevolezza e lucidità".

Ha influito quanto accaduto con Bastoni la scorsa settimana?
"No, abbiamo avuto una settimana di mer** dopo la Juventus. Sono orgoglioso di ciò che i ragazzi hanno fatto a Lecce, non era facile giocare in quelle condizioni mentali e fisiche. Abbiamo ottenuto un buon risultato sabato e ora siamo concentrati su ciò che accadrà domani"


Altre notizie