Costo rosa, un po' di conti: quanto potrà alzare l'asticella l'Inter?
Oltre ai budget e ai ricavi dalle cessioni la dirigenza nerazzurra deve fare i conti, è il caso di dirlo, con il costo rosa che dovrà necessariamente essere sostenibile anche agli occhi della UEFA. Dopo gli ultimi due bilanci con il segno più è possibile alzare l'asticella e aumentarlo, in linea con le ambizioni della società meritate sul rettangolo di gioco. Ma non sarà una crescita esponenziale rispetto all'ultimo target. Con un po' di approssimazione, considerando la strategia che balza all'occhio in questo momento tra uscite e potenziali entrate, è possibile ipotizzare quanto l'Inter risparmierà sul costo squadra e di quanto margine potrebbe disporre per i nuovi innesti.
IL RISPARMIO
Innanzitutto, ecco la lista dei giocatori che non faranno parte della prossima rosa nerazzurra, con due asterischi su Stefan de Vrij e Henrikh Mkhitaryan che dovrebbero rinnovare a cifre più basse e verrebbero considerati come nuovi acquisti idealmente.
Yann Sommer: 5.600.000
Yann Bisseck 3.800.000
Francesco Acerbi 3.800.000
Benjamin Pavard 12.000.000
Stefan de Vrij 7.000.000
Matteo Darmian 3.300.000
Luis Henrique 8.200.000
Henrikh Mkhitaryan 4.800.000
Davide Frattesi 11.700.000
Kristjan Asllani 5.200.000
Denzel Dumfries 5.900.000
Totale circa 58.300.000
DATO FINALE CON LE MANOVRE COLLATERALI
Ipotizzando che De Vrij e Mkhitaryan rinnovino a cifre più basse, circa il 60% dell'attuale stipendio, bisognerebbe togliere a questo risparmio circa 7 milioni di euro. Il totale andrebbe così a 51.300.000 euro. Ecco, questa è la cifra che l'Inter toglierebbe dal costo squadra tra cessioni e scadenze di contratto. Questa cifra potrebbe essere aumentata dalla cessione di Ebenizer Akinsanmiro, il cui riscatto dal Pisa abbare scontato e peserebbe per altri 2 milioni circa sul costo rosa. Ergo, in caso di addio a titolo definitivo, il totale del risparmio salirebbe a 52.300.000 euro. Difficile una cessione invece per Valentin Carboni, che dovrebbe rimanere al Racing de Avellaneda ancora in prestito e continuerà così a pesare sul bilancio. Più probabile quella di Tomas Palacios, con l'Estudiantes che ha in mano un diritto di riscatto ma che comunque, viste le prestazioni in Argentina, non dovrebbe faticare a trovare un acquirente. Pertanto, 1.800.000 euro da aggiungere al taglio: totale 56.100.000 euro. Stesso discorso per Yanis Massolin, che potrebbe essere ceduto come contropartita in altre operazioni: oggi pesa per 1.900.000 euro a bilancio, la sua partenza a titolo definitivo porterebbe il risparmio a 58.000.000 euro.
SEI INNESTI PER CIRCA 40 MILIONI
Partendo, prendendo in considerazione tutti i calciatori che al primo luglio 2026 dovrebbero essere ancora tesserati nerazzurri (Aleksandar Stankovic compreso, con riscatto già fissato come per Akinsanmiro), da un costo squadra totale di circa 219.000.000 euro e tagliando il costo calcolato in base alle scadenze di contratto e alle cessioni programmate, il costo della rosa dovrebbe aggirarsi intorno ai 161.000.000 euro. Posto che in questo bilancio il club voglia spingersi intorno ai 200 milioni di euro in costo rosa, alzando l'asticella rispetto al precedente, bisognerà cercare di aggiungere giocatori che vadano, nel complesso, in un range tra i 40 e i 50 milioni di peso a bilancio. Si tratterebbe, ad oggi, di un portiere, due difensori centrali, un centrocampista e due esterni.
Considerando i nomi che circolano oggi:
Oumar Solet verrebbe a costare circa 25 milioni di cartellino e 4,5 mlioni lordi di ingaggio, sfiorando i 10 milioni a bilancio.
Curtis Jones nelle intenzioni dell'Inter costerebbe non più di 25 milioni, con 5-6 milioni lordi di ingaggio, per 11 milioni a bilancio.
Marco Palestra potrebbe costare 50 milioni più 4,5 milioni lordi di ingaggio, per un totale di 14,5 milioni di peso a bilancio.
Ivan Provedel dipende dalla richiesta della Lazio, ma non dovrebbe costare oltre i 5-6 milioni di peso a bilancio
In pratica, si è già arrivati a circa 40 milioni e mancano sia il difensore che, sulla carta, dovrebbe avere anche lui un certo ingombro a bilancio e un altro esterno. La soluzione sarebbe accordarsi per dei prestiti che diventano obblighi al raggiungimento di determinati obiettivi (è il caso di Solet), o aggiungere contropartite che possano abbassare il costo dei giocatori. Sicuramente le plusvalenze darebbero una mano in tal senso, anche per superare i 200 milioni di costo squadra. Così come ptrebbe aiutare qualche prolungamento di contratto che abbassi il peso di certi giocatori attualmente in rosa e senza rischio cessione.
TROPPE VARIABILI
Impresa dunque non semplice per la dirigenza nerazzurra, che sa di non poter sbagliare gli innesti e deve mantenere in equilibrio i costi pur avendo maggior margine di manovra rispetto al passato. Ovviamente, una cessione pesante farebbe comodo, e per pesante si intende un calciatore che pesa molto a bilancio (si pensi a Frattesi e Pavard, che insieme covano per quasi 24 milioni). Ma non sembra questo l'orientamento attuale. A questo si aggiunge il bisogno di essere abili nelle cessioni, materia storicamente complessa in Viale della Liberazione. Questo scenario va preso ovviamente con le pinze, in quanto approssimativo, perché intercorrono troppe variabili e non è chiara all'esterno la strategia di mercato del club. Per esempio, non viene contemplato quel jolly offensivo di cui si parla da tempo, non è detto che Stankovic rimanga in rosa in caso di offerte importanti per lui e il contratto di Pio Esposito verrà migliorato. Pertanto, questa è banalmente una traccia da seguire per prendere consapevolezza del fatto che il mercato sarà ambizioso, ma non prevederà botti eclatanti.