Coutinho racconta la sua storia: "Tutto iniziò grazie a... Dona Didi"
Fonte: Globoesporte
Da Barcellona, con amore. Philippe Coutinho è in Catalogna con il Brasile per lo stage della nuova Seleçao di Mano Menezes, ma non rinuncia alle interviste. Stavolta, però, il talento nerazzurro non parla di attualità, ma al taccuino di Leandro Canonico per Globoesporte, preferisce fare un salto indietro, a come ha iniziato a giocare al calcio. Una passione che aveva dentro, ma che è sbocciata grazie ad un'anziana donna che anche l'Inter deve ringraziare per aver lanciato il riccio trequartista nel mondo del calcio. Si chiama Dona Didi, della zona Rocha, nord di Rio de Janeiro. Fu proprio lei a consigliare a Zè Carlos e Esmeraldinha, i genitori di Philippe, di lanciare il ragazzino in una scuola calcio: Coutinho aveva appena sei anni, e adesso sta iniziando a cogliere i frutti di quel consiglio speciale. Adesso il talento nerazzurro vorrebbe incontrare nuovamente Dona Didi, ma il problema è che lei e suo figlio Artur, amico di Philippe, sono partiti e nessuno sa che fine abbiano fatto. Così, Coutinho gli manda un messaggio da cui parte il suo racconto.
"Non abbiamo più alcun contatto. Però Dona Didi deve sapere che sto crescendo nel calcio, sarebbe eccezionale poterla incontrare. E anche Artur. Quindi, se qualcuno li conosce può chiedergli di entrare in contatto con i miei fratelli, Leandro e Cristiano, visto che abbiamo iniziato a vivere nella stessa strada", dice il timido Cou. "Ricordo quella donna: era un'anziana signora, capelli bianchi, usava gli occhiali. Era sempre a prendere il mio amico Artur, lei era una persona super speciale". Dopo aver ascoltato i consigli di questa donna, Philippe è passato al Vasco, poi all'Inter e rapidamente anche alla Nazionale Brasiliana. "E conservo un ricordo, di quando ero sotto la doccia e sentii mio padre dicendo che mi avevano preso per la mia prima squadra: ero troppo, troppo felice. Non mi sembrava possibile! Se non fosse stato per Dona Didi...". Coutinho, sottolineano sempre in Brasile con onore, non è il calciatore moderno che ama la discoteca e la vita mondana, anzi è un tipo tutto casa e chiesa.
L'amore per la fidanzatina e per il calcio supera tutto, e c'è un terzo ingrediente: la samba. "Fa parte della mia vita. Ho giocato molto poco nella squadra della Mangueira (la città dove si trova la scuola di samba, ndr) e ogni tanto, anche recentemente, torno lì'per la Scuola di Samba". E allora godiamoci Philippe, a ritmo di samba e calcio spettacolo lasciandogli il tempo di esplodere.