Diluvio di cinismo interista a Reggio Emilia: legge del successo promulgata dal fattore Dimarco
La giostra del divertimento e delle azioni offensive e difensive. Quando l'Inter ha di fronte il Sassuolo, c'è sempre la sensazione che qualcosa possa accadere da un istante all'altro. Istante: è il termine più appropriato per tratteggiare lo sviluppo delle due squadre. I neroverdi partono fortissimi, andando vicinissimi al vantaggio in apertura con il tiro a botta sicura di Koné, sul quale è provvidenziale l'intervento salvifico di Dimarco. Da un istante all'altro le emozioni sono sempre dietro l'angolo: l'Inter si sveglia dopo un avvio difficilissimo e al minuto 11 trova il guizzo sull'ennesima palla inattiva. Disegna Dimarco una traiettoria arcuata, Muric sbaglia tempi e modi dell'uscita e agevola l'ascensore di Bisseck per il deposito del vantaggio. Non ci si può distrarre nemmeno un secondo perché le avanzate della squadra di Grosso sono costanti e continue. Scambi rapidi e creazione di superiorità numerica: è difficile contrastare le numerose incursioni dei neroverdi.
IL FULMINANTE FATTORE DIMASH. Coprire gli spazi per favorire i propri compagni. La filosofia di Sassuolo e Inter è, per certi versi, molto simile. L'Inter, quando s'affaccia in avanti, è sempre molto pericolosa e lo testimonia al quando ancora Dimarco vede Muric leggermente fuori dai pali e prova a sorprenderlo con una punizione maligna che si stampa sulla traversa. Il confronto è divertente anche perché il Sassuolo se la gioca a viso aperto, non snaturandosi anche contro la capolista del campionato. Ma è ancora una volta il fattore Dimash a sparigliare le carte a Grosso: traversone per Thuram e raddoppio con la conclusione impeccabile che non lascia scampo a Muric. Inter cinica e concreta, brava e lesta a sfruttare le situazioni favorevoli. Il Sassuolo segna il gol che riapre la contesa, ma viene annullato per un offside a dir poco millimetrico di Laurienté.
LA CASSAFORTE EPISODICA. La fitta rete di passaggi del Sassuolo si complica a inizio ripresa quando Lautaro Martinez buca le mani di Muric. Il Toro si fa sempre trovare pronto anche quando la serata non è delle migliori e il primo tempo non aveva dato indicazioni fortemente positive per lo sviluppo esecutivo. La gestione è notevole e ogni corner può regalare il tassello vincente. Il mancino di Dimarco è favoloso e anche Akanji risponde puntualmente al traversone di Dimash: poker e pratica in archivio già a inizio ripresa. Il rosso a Matic per proteste reiterate fa terminare la partita con oltre mezz'ora di anticipo sul cronometro. I nerazzurri giocano sul velluto gestendo con grande facilità la situazione. Nel finale c'è spazio anche per il pokerissimo di Luis Henrique.