Diplomatici se non ci prendono a calci in c***o. Occhio al rigore di Como
Se da un lato si vuole parlare di calcio, quindi del 'ritorno' di Thuram, del rientro di Dumfries e Calha, di un Como che aveva disputato un buonissimo primo tempo, però qui sembra la storia "dell'elefante nella cristalleria e qui l'elefante sono i torti arbitrali". Così Alessandro Cavasinni nel VIDEO di ieri - e riproposto nell'estratto di cui sotto - ha definito l'ennesimo episodio che fa discutere, ma 'neanche troppo', concesso incredibilmente al Como. Quello fischiato a Bonny su Nico Paz è l'ultimo di una serie di episodi contrari all'Inter (o quantomeno discutibili) nelle ultime cinque partite. Episodio che Beppe Marotta ha commentato all'indomani (rileggi qui)
"Pare che tutti hanno evidenziato che non fosse calcio di rigore, e non siamo tanto risentiti perché abbiamo vinto, ma immaginate quel rigore con un risultato diverso. Saremmo qui a recriminare..." ha correttamente fatto riflettere il presidente dell'Inter che però dopo non rincara la dose, ma addolcisce la pillola tentando di evitare l'ennesimo caso mediatico in materia arbitrale. Eppure la diplomazia serve fino a un certo punto e quel punto è stato superato da parecchio. Se è vero che contro i lariani i nerazzurri sono comunque riusciti a portare a casa la vittoria, come ha giustamente puntualizzato il numero uno nerazzurro, è altrettanto vero che se quel rigore fosse bastato a cambiare l'inerzia della partita anche nel giro di pochi minuti o se fosse arrivato qualche minuto prima o su un risultato differente avrebbe compromesso l'ennesimo match e l'ennesimo andamento potenzialmente mortifero per il percorso del campionato. "Fa parte di quegli errori che nel corso della stagione si commettono" ha continuato Marotta che poi subito dopo ha punzecchiato: "Ultimamente si verificano spesso". Un punzecchio che non fa neppure il solletico, specie al termine di una stagione che ha visto feriti sui campi e compromesso battaglie di diverse squadre, Inter compresa. In positivo e in negativo la diplomazia serve ma fino a un certo punto e quello di Como quel punto l'ha superato da un pezzo, specie se i calci in c***o arrivano persino fisicamente e non più soltanto metaforicamente.