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E mentre il VAR dorme, il campionato si risveglia. L'Inter va con Pio, poi viene presa a 'colpi di Manganiello'

di Stefano Bertocchi

Un punto in due giornate e il Milan (in attesa dalla sfida di stasera con la Lazio) in agguato. L'Inter complica la fuga scudetto nel giro di una settimana, con la complicità a distanza della coppia Doveri-Manganiello che nel finale delle ultime due partite non concede due calci di rigore per il tocco di mano di Ricci e per il contatto tra Scalvini e Frattesi: a San Siro l'Atalanta strappa l'1-1. E mentre Il VAR dorme, il campionato si risveglia. 

DAL DERBY... AL DERBY - L'Inter non perdeva in campionato dal derby d'andata contro il Milan: nelle quindici partite successive alla disfatta sono arrivate tredici vittorie e un pareggio, poi il secondo ko di misura contro i rossoneri di Allegri ha messo fine all'importante filotto. Curiosamente, è proprio in un altro derby lombardo, quello contro i cugini di Bergamo, che i nerazzurri erano chiamati a rialzare la voce, senza però riuscirci. Quella voce che alla vigilia Cristian Chivu aveva deciso di non affidare ai microfoni in conferenza stampa. Stesso discorso che ha riguardato ore dopo anche la dirigenza, rimasta in colpevole silenzio nel post partita.

VAI CON PIO - A decidere il match d'andata ci aveva pensato capitan Lautaro, il grande (e pesante) assente delle ultime settimane. In questo lasso di tempo il mancato apporto del Toro in zona gol si è sentito, eccome: a farne le spese sono stati tutti i compagni di reparto, soprattutto quel Thuram che in questo periodo di difficoltà era chiamato a mettersi il peso dell'attacco dell'Inter sulle spalle. Missione fallita anche con l'Atalanta, come testimoniato dai brusii di San Siro. Compito che - seppur con responsabilità diverse - riguarda anche il baby Esposito, che alla New Balance Arena aveva inciso subito sulla gara servendo l'assist vincente pochi minuti dopo l'ingresso in campo. Nella coppia anti-Dea risponde presente solo il classe 2005, capace di mostrare ancora una volta i muscoli a San Siro (sotto gli occhi del ct azzurro Gattuso).

IL RITORNO DI DENZEL - Una delle note liete già prima del fischio d'inizio di Manganiello coincide con il ritorno di Dumfries nell'undici titolare dopo quattro (infiniti) mesi di stop per il problema alla caviglia. L'olandese si impossessa di nuovo della fascia destra lasciando in panca Luis Henrique, ingaggia il duello con Bernasconi con un tackle deciso dopo appena 25 secondi di gioco e mette 90 minuti nelle gambe lanciando buoni segnali: l'impatto positivo si vede poco prima della mezz'ora, quando vince il duello fisico che porta poi alla rete di Esposito; quello negativo lo coinvolge nel finale, con la leggera spinta di Sulemana che lo sbilancia e genera il pari di Krstovic. 

LOTTA PSICOLOGICA 'A COLPI DI MANGANIELLO' - Le due nerazzurre si incrociavano a San Siro in un momento non facile dal punto di vista psicologico: il Biscione era reduce dalla sconfitta nel derby e dagli zero gol segnati nelle ultime due partite (c'è anche lo 0-0 nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro il Como), la Dea dal tennestico 6-1 incassato in Champions League sotto i colpi dei marziani del Bayern Monaco. Alla fine la posta in palio è da dividere su gentile concessione del fischietto di Pinerolo, che a braccetto con il VAR decide di prendere 'a colpi di Manganiello' la squadra di Chivu. 


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