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Esultanze e sassolini dalle scarpe, Thuram "c'è sempre stato". Il Tikus cita Henry non lasciando nulla al caso

di Egle Patanè

Una curiosità croccante della serata al Sinigaglia dell'Inter di Cristian Chivu ce l'ha regalata Marcus Thuram, mai banale neanche nel look. Ma la particolarità di questo ragazzo, figlio d'arte, è la varietà di perle che regala grazie ad una conoscenza non banale, tutt'altro che superficiale. Sì, perché il Tikus sembra non lasciare mai nulla al fato: lo dimostrano gli abbinamenti mai casuali dei suoi outfit, come le esultanze. Ma anche gli sguardi, le citazioni... Il francese è una galassia di conoscenza e di un'attenzione al mondo circostante che va in controtendenza con la sua collocazione anagrafica e talvolta stupisce quasi. 

Certo, il primogenito di Lilian è vicino alla trentina e conoscenza e sale in zucca non sono insoliti alla sua età, ma meritano un focus che si sposta sul background lasciando per una volta in ombra l'immagine predominante del ragazzo nato a Parma, per tutti 'il fresco di zona', il giocherellone che qualche volta dimentica il contesto in cui si trova pur di lasciarsi andare in un sincero sorriso. Ecco, dietro tutto questo si nasconde un Marcus Thuram che tiene sotto osservazione più dettagli di quanto si possa credere, facendone tesoro e bagaglio culturale che il ragazzone buono di 192 centimetri troverà sempre il momento giusto di utilizzare. Quasi mai fuori posto e quasi mai fuori luogo, Allianz Stadium a parte, il buon Marcus è solito risolvere tutto quasi sempre con un sorrisone, il solito come ha testimoniato lo stesso Lilian quando qualche mese fa aveva ammesso di aver "imparato una cosa" da Marcus, il "figlio nato col sorriso: che si può essere una persona seria anche ridendo tanto". Ma la didascalia implicita del carattere gioioso e giocoso del Tikus non aveva inserito i giusti sottotitoli quella sera, ormai lontana di Juve-Inter di settembre scorso, come non sufficiente è stata la simpatia e l'affetto reciproci instaurati con i tifosi del Biscione nel periodo di magra a salvarlo dalla gogna mediatica. Una ghigliottina che ci ha messo un po' ad essere calata ma che alla fine stava rischiando di ottenere l'ok del boia prima di prestazione e gol con la Roma che a Como hanno trovato continuità e conferma: Thuram è tornato. 

Il come-back del numero 9 di Cristian Chivu è stato confezionato in quel di Como, dove l'attaccante nerazzurro ha segnato non una ma ben due reti e celebrato la seconda, quella che ha fatto davvero tremare la squadra di casa, con un'esultanza speciale. Anche in questo caso non banale né casuale. E se pure ai microfoni nel post-partita ci tiene a sottolineare che "in realtà non è mai andato via: sono sempre stato qui, felice di giocare con i miei compagni", l'esultanza del Tikus al secondo gol che ha aperto la ripresa ha attirato tutti i fotografi a bordocampo. anche per la peculiarità dell'esultanza stessa, presto spiegata da Marcus a fine gara: "C'era una persona molto importante per me in tribuna, di solito lui esultava così e ho voluto rendergli omaggio". Il riferimento a Thierry Henry, presente in tribuna al fianco di Varane, è praticamente diretto. Come lo sguardo fiero e indomo, quasi incazzato, rivolto verso la tribuna immediatamente dopo l'esultanza e anche al momento dell'uscita dal campo. Omaggio a "padrino" Henry che però sa anche di 'frecciatina' della rivalsa dopo le parole pronunciate dal connazionale nell'immediato post-Bodo/Glimt, quando l'ex bianconero aveva detto che "l'Inter è prima in Italia per default, ma lo diciamo da tempo: in questo momento il miglior calcio in Italia lo gioca il Como. Possiamo parlare di budget e di rose, ma il quadro è questo: le squadre italiane devono ritrovarsi". Critiche rivolte ai nerazzurri subito dopo l'eliminazione dalla Champions per mano dei norvegesi. Miglior calcio espresso dal Como? Può essere, ma questo Como deve cedere il passo ai più forti come ha ammesso Fabregas e anche Marcus Thuram. A esultare stavolta però è il Tikus, alla Henry maniera per fargli provare l'ebbrezza e scordare magari l'amarezza: l'Inter ora a +9 dal Napoli e a +12 dal Milan e va in corsa libera verso il Tricolore, diversamente dal buon Como di Henry che per continuare a inseguire il sogno di giocare il miglior calcio d'Italia nell'Europa che conta dovrà ora pensare più alla sua Juve che all'Inter del Tikus... almeno fino alla semifinale di Coppa Italia.


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