Angolo Tattico di Inter-Genoa - Dimarco libero di svariare, Malinovskyi rimane ingabbiato: le chiavi
Dopo l’eliminazione dalla Champions League, l’Inter torna in campo a San Sito per allungare per una notte il vantaggio sul Milan. I nerazzurri vincono e convincono, contro un Genoa ben messo in campo ma troppo poco pericoloso davanti.
La partita è in equilibrio per i primi minuti. L’Inter manovra e prende in mano il pallino del gioco con Zielinski che triangola con Akanji e Carlos Augusto per l’impostazione sul centro sinistra e Dimarco che si alza a prendere palla sull’esterno, mentre sulla destra Barella si abbassa sulla linea di Luis Henrique e permette al brasiliano di trovare spazio 10 metri più avanti con inserimenti palla al piede o senza la sfera. Ma é la posizione “ibrida” di Mkhitaryan a creare più problemi al centrocampo del Genoa, con Malinovskyi costretto a rincorrere l’armeno che gioca molto avanzato tra le linee. Il numero 17 del Genoa, ingabbiato dalla pressione nerazzurra e sommerso dai compiti difensivi di marcatura e preventive, non riesce a sprigionare la sua potenza e qualità in attacco e il centrocampo genoano resta sempre molto scollato dai 3 attaccanti. Baldanzi e Vitinha sulla tre quarti dal centro destra e centrosinistra sono i due giocatori più vivaci dei liguri. Provano a scardinare l’ordinata difesa a 3 interista con giocate a rientrare palla al piede o inserimenti sul fondo e cross in mezzo per Colombo, marcato sempre stretto da De Vrij.
La manovra del Genoa si sviluppa grazie ai due trequartisti esterni e all’inserimento sulle fasce di Ellertsson e Martin, che provano a sovrapporre e creare pericoli. Ma la squadra di De Rossi produce troppo poco in attacco. Dall’altra parte Thuram e Bonny spesso non trovano la connessione giusta e sono raddoppiati appena toccano palla, costretti il 90% delle volte a giocare spalle alla porta e scaricare dietro. A muovere l’attacco un po’ piatto dell’Inter ci pensa però Dimarco dalla sinistra, che si inserisce con tempi perfetti e taglia anche il campo per mettere pressione sul giropalla genoano. Il 32 è il jolly interista con licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco. Quando lui lascia la posizione, Mkhitaryan si ferma e copre a sinistra. Con il passare dei minuti e con il vantaggio, l’Inter prende sicurezza nel giropalla e nella gestione della gara, anche grazie all’entrata in campo di Calhanoglu. Il Genoa invece resta compatto dietro e rinuncia alla pressione uomo su uomo, ripiegano negli ultimi 30 metri e aspettando l’Inter, ma lentamente si spegne.