Calha-Inter, palla al buon senso: la convenienza (comune) di un altro anno
Al netto della possibilità che tutto cambi in un batter d'occhio, come avviene spesso in certe situazioni, pare che la strada sia ormai tracciata: tra una cessione poco remunerativa e un rinnovo troppo oneroso per un giocatore ultratrentenne, alla fine l'ha spuntata la via di mezzo. Perché se Orazio sosteneva che in medio stat virtus, a Milano possono aggiungere che in medio stat sensus communis. Il buon senso infatti porterà Hakan Calhanoglu a vestire la maglia dell'Inter anche la prossima stagione, senza necessariamente rinnovare il contratto. Una richiesta fatta al calciatore personalmente da Cristian Chivu, dicono i ben informati. Perché la priorità di un allenatore è guidare grandi giocatori, non la loro situazione contrattuale. Un modo anche per guadagnare tempo ambo i lati e studiare la prossima mossa, con calma, ma che intanto può portare benefici.
LATO CALHA - Premesso che in questo momento nessuno dal Galatasaray sta facendo pressione su Calhanoglu in vista della prossima estate, quindi checché ne dicano i media turchi non c'è nessun accordo con il Cimbom, al centrocampista conviene aspettare un'altra stagione per poi liberarsi a parametro zero. Perché? Innanzitutto, rimanere a Milano non sarebbe un sacrificio, i suoi 6,5 milioni netti più bonus arriverebbero tranquillamente e il primo luglio 2027 sarebbe libero di firmare per chi vuole, ottenendo uno stipendio ben più alto per il semplice fatto che il prossimo club non dovrebbe sborsare alcun euro per il cartellino. Strategia adottata da molti giocatori anche in passato e che ha senso per chi firma l'ultimo contratto importante della carriera. In secondo luogo, il Galatasaray più che una questione tecnica ne fa una questione politica: portare Calhanoglu a Istanbul sarebbe un'operazione soprattutto mediatica, quindi non c'è urgenza assoluta e per lui le porte dei giallorossi rimarrebbero aperte anche tra un anno, quando un ritorno in patria non sarebbe solo una scelta professionale ma di vita.
LATO INTER - Oggi Calhanoglu pesa a bilancio 12 milioni di euro circa, praticamente solo il suo ingaggio al lordo visto che il classe '94 è arrivato a parametro zero. Una sua eventuale cessione questa estate non porterebbe più di 10-12 milioni nelle casse nerazzurre, soldi che non basterebbero per trovare un sostituto all'altezza del turco, in grado di avere un impatto così importante sulle sorti della squadra. Non è un caso se lo stesso Cesc Fabregas, uno che a centrocampo qualcosa l'ha fatta, lo abbia inserito tra i grandi del suo ruolo come Luka Modric, Toni Kroos, Andrea Pirlo... Insomma, al di là dello scarso ricavo la dirigenza dovrebbe cercare un sostituto rimanendo entro i 12 milioni di peso a bilancio o giù/su di lì, per non stravolgere l'intera strategia di mercato che impone altri arrivi. In parole semplici: si potrebbe spendere 35-40 milioni ma mantenere l'ingaggio antro i 2,5 netti. Ergo: o si fa la presa della vita, oppure l'addio di Calhanoglu non potrebbe essere compensato con un centrocampista di grande livello. Croce e delizia di chi mette a segno colpi importanti a parametro zero: in caso di cessione ottima plusvalenza, ma poco margine di manovra per trovare un valido rimpiazzo. Per questo a conti fatti comporta più vantaggi tenere in rosa un campione così anche a costo di perderlo a zero consapevolmente.
CHIOCCIA - Posto che non è detto che nei prossimi mesi le due parti non decidano di rinnovare il contratto a cifre più basse (improbabile, se dalla Turchia facessero ponti d'oro per il connazionale), se anche la prossima fosse l'ultima per Calhanoglu in maglia nerazzurra potrebbe essere quella di insegnamento a un potenziale erede. Non è un mistero che in Viale della Liberazione abbiano deciso di esercitare il diritto di riacquisto di Aleksandar Stankovic dal Bruges, ma il serbo non può essere considerato oggi il sostituto di Calha, per questioni di esperienza ad alto livello e di fase di crescita in corso. Un anno di lavoro quotidiano al fianco di un giocatore come il numero 20 potrebbe essere lo stage perfetto per il figlio di Dejan, che potrebbe studiare da vicino un maestro del ruolo al fine di raccoglierne l'eredità dopo 12 mesi. Dopo tutto le potenzialità sono chiare, però per sostenere il peso del centrocampo nerazzurro bisognerebbe alzare ulteriormente il livello e uno stage alla scuola Calhanoglu sarebbe l'ideale. Poi sta a Stankovic sfruttarlo e candidarsi a un ruolo chiave nella stagione successiva. Un progetto che la dirigenza aveva già provato con Kristjan Asllani, che però più che trarre vantaggio prima dalla presenza di Marcelo Brozovic, poi da quella di Calha, si è fatto schiacciare dalla loro ombra.