Pepo, De Vrij, Mkhitaryan: scelte che chiariscono la strategia dell'Inter
Al di là delle cifre che girano in questi giorni, di un presunto budget che Oaktree ha intenzione di mettere nelle mani di Piero Ausilio e Dario Baccin per definire la prossima rosa dei campioni d'Italia, è giusto ribadire un concetto che troppe volte, per ragionamenti semplicistici, viene accantonato. La liquidità a disposizione è fondamentale per fare mercato, ovviamente. Ma la dirigenza che si occupa della sfera sportiva dovrà necessariamente muoversi entro i paletti imposti dalla UEFA, vale a dire non superare il costo squadra concesso in base agli equilibri con i ricavi generati. Che saranno inferiori rispetto alla scorsa stagione, ma permetteranno un margine di manovra importante.
ZERO MARGINE D'ERRORE
L'Inter vuole rinforzarsi, è evidente. La strada è tracciata e questa sessione estiva di mercato non si potrà sbagliare. Non servirà una rivoluzione, quanto piuttosto interventi mirati a garantire a Cristian Chivu un gruppo giocatori in linea con le sue necessità tattiche e che si sposino con la sua filosofia. Le idee sono chiare, c'è unione di intenti tra allenatore e dirigenza. E con la fine del campionato, ultimo atto domani pomeriggio al Dall'Ara contro il Bologna, sarà tempo di muovere passi concreti per definire trattative già abbozzate.
LE CONFERME INATTESE
Alla luce delle necessità di intervenire sulla rosa sostituendo alcuni giocatori in partenza (Yann Sommer, Francesco Acerbi, Matteo Darmian per fine contratto, Davide Frattesi e Luis Henrique per scelte aziendali), provando ad aggiungere elementi di spessore che alzino ulteriormente il livello di una rosa già vincente, non sorprende la scelta, maturata nelle ultime settimane, di risparmiare su alcuni ruoli. nello specifico: affidarsi a Josep Martinez come titolare permette di limitarsi a investire solo su un suo vice (Ivan Provedel scelta logica: italiano, esperto, costi contenuti e, pare, interista sin da bambino). In difesa, l'ipotesi concreta che rimanga per un'altra stagione Stefan de Vrij, con stipendio significativamente decurtato, evita un ulteriore spesa nel reparto. O quanto meno la rinvia alla prossima stagione, sempre che l'olandese accetti la proposta ancora da fargli recapitare. Infine capitolo Henrikh Mkhitaryan: l'Inter gli ha già proposto un altro anno, anche in questo caso con taglio di stipendio e attende la risposta dell'armeno che deve decidere se continuare a giocare a 37 anni oppure cambiare drasticamente le proprie abitudini quotidiane. Anche nella fattispecie, la permanenza del giocatore, oltre a ridurre il suo peso a bilancio, permetterebbe di posticipare la ricerca del suo sostituto.
RISPARMIARE PER SPENDERE
Tre mosse strategiche che a qualche tifoso desideroso di freschezza e novità potrebbero risultare indigeste, perché sembrano votate al risparmio. In realtà, tra le righe, chiariscono la volontà del club di puntare su giocatori di alto profilo (e costi elevati) per riempire le caselle importanti. Un difensore, un centrocampista, un esterno e un jolly offensivo, con i quali inevitabilmente il costo della rosa andrà ad aumentare ma che, dal punto di vista prettamente calcistico, nelle intenzioni della dirigenza dovrebbero aumentare anche la qualità della rosa. Gli altri eventuali acquisti saranno dettati da cessioni ad oggi non pianificate ma che per una ragione o per l'altra potrebbero concretizzarsi (vedi Denzel Dumfries, Yann Bisseck, Carlos Augusto, Aleksandar Stankovic), obbligando gli uomini mercato nerazzurri a sostituirli con profili altrettanto di valore.