I retroscena del mercato dell'Inter: il rimpianto è uno solo. Tanti giochi a incastri a vuoto, mai prime scelte
Il mercato dell'Inter è stato particolarmente complicato e alla fine ha portato solo a due innesti giovani, investimenti per il futuro ma nessun rinforzo per la prima squadra. Fabrizio Romano, oggi che è tempo di bilanci, ricostruisce il gennaio nerazzurro con tutte le operazioni sviluppate e i retroscena che le hanno caratterizzate. Il vero obiettivo è sempre stato Joao Cancelo. L'Inter pensava con lui di avere la soluzione perfetta per conoscenza del campionato, qualità e adattabilità del modulo. Doveva essere un investimento da 4 milioni di euro per 6 mesi, mandando Stefan de Vrij all'Al Hilal. Era tutto pronto e impostato, l'Inter era convinta di prendere il portoghese che però è stato onesto, comunicando che sarebbe venuto solo se il Barcellona non l'avesse preso. Il Barça però si è fatto avanti nonostante avesse bisogno di un centrale. Tra quelli presi in considerazione c'era proprio De Vrij, che però era stato promesso all'Al Hilal. Non avendone trovato uno adatto, il club blaugrana ha puntato sull'esterno lusitano. Questo è il vero rimpianto del mercato nerazzurro, che poi ha avviato trattative successive per giocatori non in cima alla lista.
Quello che succede dopo è un gioco di incastri. Per Ivan Perisic è mancata la volontà del PSV Eindhoven. I nerazzurri hanno proposto un prestito oneroso di 6 mesi, ma gli olandesi hanno rifiutato queste condizioni. Successivamente si è passati alla proposta di acquisto del croato, ma la risposta è stata sempre la stessa perché Perisic è sempre stato considerato fondamentale e comunque mancavano alternative valide sul mercato. Il 37enne ha provato fortemente a tornare, ma non c'è stato nulla da fare. Perso l'ex di turno, l'Inter si è gettata su Moussa Diaby ma qui l'ostacolo è stato l'Al Ittihad, che era nel bel mezzo di un terremoto con le richieste di addio di Karim Benzema e Ngolo Kanté, partiti alla fine del mercato invernale. In questo contesto le proposte dell'Inter di prestito con diritto prima e prestito con obbligo dopo sono state respinte, nonostante il pressing degli agenti. Caos interno e formula sono state le cause che hanno bloccato tutto.
Il club di Viale della Liberazione aveva anche bloccato per un paio di giorni Broke Norton-Cuffy, dopo che il Liverpool, perso per infortunio Jeremie Fimpong, ha bussato per Denzel Dumfries, prima scelta di Arne Slot. Operazione sin da subito complicata, perché l'olandese era infortunato e comunque l'idea era solo un trasferimento in prestito, mai preso in considerazione dall'Inter che comunque si era cautelata con l'inglese del Genoa. Nel mentre, a Milano era stato impostato il discorso per Curtis Jones (accordo su tutto con il giocatore) e a frenare tutto è stato il contratto del centrocampista che per essere ceduto in prestito con diritto di riscatto (40 milioni) avrebbe dovuto rinnovare. Mancando l'intesa per il prolungamento, i Reds trattengono il loro centrocampista e in assenza del sostituto viene bloccato anche il trasferimento di Davide Frattesi al Nottingham Forest. Non è dato sapere oggi se l'Inter tornerà in estate su Jones, anche perché la concorrenza aumenterà.
Chiusura sul mercato dei giovani: i nerazzurri non sono riusciti a prendere Branimir Mlacic, ma il rapporto con l'entourage (il padre in particolare) è stato complicato. Pertanto, l'attenzione è stata virata di Leon Jakirovic, in realtà il primo vero obiettivo per la difesa (Mlacic era visto come una ghiotta opportunità). Poi Yanis Massolin, su cui viene fatto un investimento perché il club crede che in futuro, a prescindere che possa costruirsi o meno una carriera a Milano, varrà molto di più dei 4,5 milioni investiti oggi.