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Il clamore dopo le parole di Chivu e quel ricordo di De André. "Ma le comari d'un paesino..."

di Egle Patanè

"Cosa dice sulla lotta Scudetto, anche ai suoi tifosi?". Tutto parte da qui, dalla domanda posta da DAZN a Cristian Chivu nel post gara di Como-Inter di domenica sera. E tutto s'innesca poi con la risposta dell'allenatore nerazzurro: "Faccio come i miei colleghi che parlano di qualificazione in Champions e dico che siamo contenti di avvicinarci all’obiettivo Champions. La matematica dice ancora di no". Concetto che l'ex terzino ha riproposto in conferenza stampa e che, come si poteva immaginare ha avuto grande risonanza anche fuori dalle mura del Sinigaglia. E ovviamente ha punto particolarmente dalle parti di Milanello o ambiente annesso, dove le dichiarazioni di Chivu sono state un argomento regalo di cui parlare che potesse eclissare la tristezza per un po'. Spilli pungenti e via di contromisure calcistiche riuscite forse meglio che di recente sul campo a Leao e compagni e l'attacco all'allenatore interista non è tardato ad arrivare da più fronti: le sue parole, in gentile probabile risposta a Massimiliano Allegri non avrebbero comunque messo all'attenzione nulla di clamoroso. Né si può parlare di frecciata velenosa in una lotta scudetto che ha visto i necrologi dell'Inter ancora prima di cominciare. 

Ammesso e non concesso che le parole di Chivu potessero in qualche modo essere una replica a Massimiliano Allegri che nel post partita di Milan-Udinese ha pronunciato un "se c'è stato qualche pensiero" scudetto, definire l'eventuale ironia comunicativa 'politicamente scorretta'... fa un po' sorridere; siamo onesti, prima che politicamente corretti. Definire, oggettivamente, l'obiettivo del Milan di Max Allegri, senza Coppe e con una squadra che nei mesi ha peraltro dimostrato di essere degna del posto che ricopriva in classifica, la mera qualificazione in Champions League non è credibile. Né onesto. Ammettere quantomeno con onestà intellettuale che lottare per lo scudetto fino alla fine, specie alla luce del percorso fatto sarebbe doveroso, ma per fortuna di tutti non esiste il processo alle intenzioni e non è questa la sede di competenza per esprimere giudizi né avanzare consigli. È tuttavia questa la sede per riflettere di come, non si possa altresì erigersi a giudici morali a proposito di un'esternazione mediatica di Chivu in perfetto stile Chivu... quello col 26 sulle spalle e non in giacca: in scivolata precisa. Scivolata sulla quale nessun VAR ha potuto 'correggere' il tiro, e neppure ha senso la giustificazione alla quale è chiamato a dare Marotta, interrogato anche a proposito di quelle dichiarazioni, all'uscita dall'Assemblea di Lega. 

"Ma le comari d'un paesino non brillano certo in iniziativa, le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio". Lo diceva De André, noi ci limitiamo a ricordarlo.


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