Inter, gennaio senza ritocchi? Lo abbiamo già visto un anno fa. Urgenze e sguardo al futuro: dove intervenire
Un mese per migliorare. Per fare quel che non è stato fatto a gennaio 2025 e che, chissà, potrebbe avvenire nei prossimi giorni. In un campionato perso di un punto, come l'anno scorso, la differenza la fanno i dettagli. Alcune scelte arbitrali che gridano vendetta (qualche rigore di troppo non fischiato nelle partite contro Milan, Bologna, Roma), ma forse anche una certa parsimonia nell'attuare correttivi che ha suggerito, ad esempio, di aggiungere il solo Zalewski a una squadra impegnata su tutti i fronti e arrivata poi con le pile scariche al rush finale. Un'occasione, il nazionale polacco: fosse costato di più, chissà se sarebbe arrivato lo stesso.
Circa un anno dopo c'è un distinguo da ricordare. C'è un infortunio di lungo periodo a un titolare (Dumfries) con cui nella passata stagione non ci si era dovuti confrontare. Con un dettaglio ulteriore: il suo primo sostituto, Luis Henrique, è l'unico acquisto estivo che non ha ancora ingranato, mentre il jolly Darmian è fuori per guai fisici da tempo e Diouf è stato lanciato da titolare solo in Coppa Italia. Da via della Liberazione filtra la volontà di non aggiungere nulla. Strategia? Reale volontà di dar fiducia alla rosa attuale? Quale che sia il motivo, il rischio di sbagliare è forte.
All'Inter non vogliono spendere per spendere e la linea verde imposta da Oaktree crea difficoltà ad arrivare a profili d'esperienza, anche solo per pochi mesi. Meglio il giovane, ma deve essere gradito a tutte le parti in causa, dalla proprietà fino al tecnico passando per gli uomini mercato. E per varie ragioni, che siano costi, immaturità tecnica, caratteristiche già presenti in squadra, finora non ci sono trattative che stanno accelerando rispetto ad altre. Non Palestra, non Norton-Cuffy, né altri già presenti tra i rumors.
Lo scenario può cambiare se partirà qualcuno. Magari non se andrà via De Vrij, che a 6 mesi dalla scadenza difficilmente porterà soldi freschi in cassa, ma se a muoversi sarà Frattesi i conti ne avranno beneficio. E con un centrocampo già composto da sette elementi (sebbene Diouf stia ormai giocando più a destra che in mezzo) l'investimento potrebbe essere indirizzato altrove.
Vista da fuori, se determinate qualità (il difensore centrale rapido, la punta da uno contro uno, il centrocampista fisico) sembrano assenti ma comunque coperte dall'abbondanza di altre doti, il "buco" a destra è piuttosto evidente, non solo per l'oggi. Il secondo cambio di agente di Dumfries in pochi mesi sa molto di avviso: al di là della prolungata defezione per l'annata in corso, c'è da lavorare su quelle prossime. Urgenza e sguardo al futuro potrebbero quindi fondersi in una sola operazione.
Non interessa in questa sede sponsorizzare un nome o l'altro. Ds e presidente hanno alle spalle curriculum da cui si desume una capacità di scelta elevata, talvolta andando a pescare anche tra profili non così gettonati. Rispetto all'estate è bene sperare che ci sia maggiore fortuna (bravura?) nello strappare i giocatori individuati. Un cambio di rotta, dunque, che non faccia cadere nel vuoto gli apprezzamenti per Lookman o Koné di turno, vicini e poi lontani col passare delle settimane.
Forse anche per questo oggi filtra prudenza verso la possibilità di immettere nomi nuovi nel calderone. Ma qualcosa, nelle attuali condizioni numeriche, è bene che venga fatta.