Inter, zeru colpi di mercato ma una strategia che guarda al domani
Una scelta opinabile, ma ben delineata. L’Inter ha deciso di non svenarsi sul mercato per inseguire sé stessa, lasciando che a dare un senso al prossimo campionato fossero le rivali più in difficoltà nelle ultime stagioni. Migliorare il presente sarebbe stato difficile, soprattutto alle cifre che circolavano nelle ultime ore di mercato, quindi, anche in virtù del Fair Play Finanziario, il club ha mantenuto un profilo low cost, mirando a mettere a segno operazioni per il futuro che, oggi, possono sembrare banali, ma alla lunga potranno fare la differenza. Chiaramente, il mancato arrivo di un Mascherano (lui sarebbe servito, eccome), un Kuyt, uno Schweinsteiger o un Fabregas, lascia nella bocca del tifoso un retrogusto amaro di occasione persa. Ma, come dice Branca, la squadra è già competitiva e se il mercato non offre opportunità da cogliere al volo, il massimo che si possa fare è confermarla in blocco.
Anche la permanenza di Maicon è fondamentale, mentre le altre operazioni in entrata chiariscono le intenzioni della società: costruire l’Inter del domani, seguendo il modello Barcellona, al fine di garantire, oltre a un presente di primo livello, anche un domani ricco di soddisfazioni e senza sperperi economici, leit motive dei primi 10, 11 anni di presidenza Moratti. La musica è cambiata, consolidato l’oggi si pensa al futuro del club, e gli arrivi dei vari Coutinho, Biabiany (abili e arruolabili già oggi), Ranocchia (un futuro pilastro della nazionale azzurra), Faraoni e Benedetti, che si aggiungono a molti dei bravissimi giovani della Primavera di Fulvio Pea e ad altri girati in prestito o comproprietà in giro per l’Italia (guai a dimenticare Destro, Belec e Krhin, per esempio), sono il sintomo di un’inversione di tendenza volta a costruire le basi del prossimo decennio. Poi, starà all’area tecnica dell’Inter valorizzare, giorno dopo giorno, questo patrimonio della società.
Nessun big a suon di milioni, dunque, il mercato nerazzurro è rinviato a gennaio, quando si farà il punto dei primi 5 mesi di gestione Benitez, nella speranza che i campioni di oggi ritrovino lo smalto che li ha accompagnati fino allo scorso maggio. Un po’ di pazienza gli è dovuta, così come al nuovo tecnico che si trova ad affrontare un’esperienza a lui totalmente nuova, in un Paese diverso e alla guida di una squadra che ha già vinto tutto e necessità di nuovi stimoli. Poi, chissà, magari toccherà proprio a lui lanciare un po’ allaga volta i giovani che il club gli ha messo a disposizione, svezzandoli dall’alto della sua esperienza. Coutinho e Biabiany sono un gustosissimo antipasto, subito disponibile.
Le prime uscite della squadra hanno portato gli addetti ai lavori a storcere un po’ il naso soprattutto sul baby brasiliano, che ha raccolto la pesante eredità di Balotelli. Ma a 18 anni anche Coutinho si trova a dover affrontare una realtà a lui sconosciuta, e caratterialmente non ha la sfrontatezza di SuperMario. Una lacuna graditissima, alla luce di com’è andata a finire la storia con l’attaccante di origini ghanesi. Integrandosi giorno dopo giorno, l’ex Vasco da Gama potrà dimostrate un talento che chi l’ha visto all’opera gli riconosce a occhi chiusi. Il tempo gli è amico, anche i tifosi e la società devono esserlo.
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