L'agente di Esposito: "Ci sono state offerte per Pio, ma lui ama l'Inter e l'Inter ama lui. Seba mi stava sul c***o"
I fratelli Esposito sono tutti sotto la procura di Mario Giuffredi. Durante la lunga intervista ai microfoni di FanPage, il noto agente parla soprattutto di Sebastiano e Pio, innamorato dell'Inter e corteggiato da tanti club dopo la sua esplosione in nerazzurro.
Oggi hai in procura un'intera famiglia, quella dei fratelli Esposito. Li hai presi tutti assieme?
"No, uno alla volta. Ho preso prima Salvatore che era il più grande. Un ragazzo che mi è sempre piaciuto tantissimo. Sottovalutato tecnicamente, perché è fortissimo, e di livello sul piano umano. Di lui mi sono innamorato proprio come persona. Poi è toccato a Sebastiano, che era in auge perché giocava già nell'Inter. Ma mi stava sul c***o".
Come?
"Sì, non ne volevo sapere niente. Ha sempre avuto il suo caratterino e lo dicevo anche al padre. Successivamente ha avuto delle problematiche nel suo percorso e mi è stato chiesto di prendere anche lui. Io non sono stupido, l'ho sempre visto che era un giocatore forte, anche se non mi era simpatico, e quindi l'ho preso volentieri. Oggi è uno dei giocatori a cui sono più legato. È la mia fotocopia: anche io sto sul c***o a tutti. Ma se poi mi conosci, capisci che dietro l'apparenza c'è un'altra persona. E Sebastiano è così. Ci vogliamo molto bene".
E alla fine è arrivato Pio.
"La sua situazione è nata in automatico, avendo già gli altri due. Con lui siamo stati bravi e in tre anni è diventato il centravanti della Nazionale. Ma siamo stati bravi perché lui è forte".
La sua crescita in questi mesi è stata prorompente.
"Pio è un ragazzo di un'intelligenza al di sopra della media. E ha avuto una grande fortuna, i suoi fratelli. Vive del loro vissuto e ha fatto tesoro delle esperienze di entrambi. Ha capito cosa vuol dire stare a certi livelli, soprattutto con Sebastiano, e che serve equilibrio. Poi noi ci mettiamo il nostro, la famiglia fa lo stesso e lui riesce a non andare via di testa, a restare sempre centrato nel bene e nel male. Vi racconto un aneddoto".
Vai.
"È stato premiato al Gran Galà del Calcio, dove i procuratori non possono essere invitati. Pio va a ritirare il premio e ha un posto riservato con lui. Mi dice: 'Vorrei venissi tu con me'. È un pensiero che gli è venuto spontaneamente, perché crede sia stato una persona importante per lui".
È vero che sono già arrivate proposte importanti?
"Di offerte ce ne sono state. Però a Pio, come a tutti i giocatori, ho sempre detto: 'Nel calcio chi va dietro ai soldi è destinato a morire'. Gli ho sempre consigliato di seguire il cuore, di scegliere ciò che lo fa stare meglio con se stesso. Non ha mai avuto l'esigenza di prendere in considerazione altre proposte perché il suo amore è sempre stato l'Inter. La sua storia è bella: è partito dai ragazzini con Chivu ed è diventato il centravanti della prima squadra con Chivu. Anche il club è sempre stato innamorato di lui. Quando ci sono due entità che si esprimono amore a vicenda, perché pensare ad eventuali offerte che arrivano? I soldi non sempre rendono felici'.
Com'è il tuo rapporto con i genitori?
"Ho preso in procura pure il papà. Agostino Esposito è un personaggio. Io non amo confrontarmi con i genitori, faccio il mio lavoro pensando che devo rendere conto ai calciatori, e non ai papà. Ma lui è uno dei pochi con cui mi piace chiacchierare: lo chiamo, parliamo di tutto, è diventato amico e complice. Ho stima per i sacrifici che ha fatto insieme alla moglie Flavia: partire da Castellammare senza un euro e andare a vivere a Brescia, in un contesto sociale totalmente diverso, non è da tutti".