La domenica della felicità interista: Milano si tinge di nerazzurro
La felicità dei bambini sugli spalti di San Siro, l'emozione di qualche giocatore che ha calcato per l'ultima volta il prato verde della scala del calcio con la maglia nerazzurra. Poi il caldo di metà maggio, gli sfottò alle altre big del campionato, la lucidità che un po' manca in campo. Una densità di sensazioni ed emozioni a non finire, nell'eternità che ruota attorno al mondo del pallone. L'Inter è campione d'Italia e la domenica di calcio contro il Verona (giustamente) passa in secondo piano. In prima fila ci sono i festeggiamenti dopo un'annata difficile, a tratti poco brillante. Ma concreta e cinica, densa di quella fame decisiva per la conquista del tricolore. Chivu è stato molto bravo nella gestione del gruppo. Amalgamare le nuove idee con il vecchio modulo non era affatto semplice dopo le cocenti delusioni del passato finale di stagione. In attesa delle coordinate di un mercato estivo che tra qualche settimana inizierà a pervadere le menti di tifosi e addetti ai lavori, adesso è il momento di pensare al presente.
UN 'BRAVO' A CHIVU E AL GRUPPO. Il presente si chiama 'gioia', si definisce nella felicità di tifosi accorsi a Milano da tutta Italia e non solo. Il campo, però, chiama alla visione: il Verona prova a giocarsela a viso aperto, Mkhitaryan sfiora il vantaggio (divorandoselo), Lautaro non trova il bersaglio grosso e si va al riposo in parità. I tifosi non smettono un solo istante di cantare a squarciagola per il Biscione. Il ritratto della felicità, contemplata dalla voglia di non spingersi troppo in avanti col pensiero. Consapevoli che per il mercato e gli addii ci sarà tempo. La ripresa parte col botto: da uno spiovente proveniente da corner, Bonny incorna, il tocco di Edmondsson è decisivo e i sorrisi, tra campo e tribuna, aumentano. Bastoni e Chivu se la ridono in panchina. Il fattore corner diventa, ancora una volta, decisivo.
SPAZI APERTI DI FELICITÀ. Gli spazi aumentano perché il Verona si riversa interamente verso la metà campo avversaria, e i nerazzurri possono costruire il raddoppio. Il gol è solo sfiorato quando Lautaro Martinez calcia in diagonale chiamando Montipò alla parata super in spaccata. Il tempo scorre, il gioco è spezzettato ma il profluvio di standing ovation aumenta sempre di più con l'avvicinarsi della parte conclusiva di partita. Il Verona trova la via del pareggio nel finale con il sinistro vincente di Bowie. Ma la festa non viene cancellata. Al triplice fischio scatta la gioia in campo, sugli spalti e poi tutti si scatenano tra le vie di Milano per una grande e indimenticabile serata di festeggiamenti. Tra il pullman scoperto costantemente in viaggio, gli scherzi, gli sfottò e quella bellezza agonistica indimenticabile. Energia ed entusiasmo: l'ultima in casa è stata da ricordare. Per quello che è stato e quello che sarà.