La necessità diventa virtù: Chivu chiude il bastardo mercato, calando un poker francese con Kamate assistman
Era il quarto di Coppa Italia, ma a sottoscriverlo è un poker di uomini francesi che trascinano l'Inter alla semifinale che la squadra di Cristian Chivu giocherà contro la vincente tra Napoli e Como. È la serata del turnover, dei giovani, della ragione e un pizzico di leggerezza per la squadra di casa (ma solo sulla carta), così disegnata dal tecnico romeno che lascia in tribuna Sommer, Akanji, Dimarco e Zielinski, quattro dei più utilizzati - insieme agli infortunati Barella, Calhanoglu e Dumfries - concedendo loro un po' di meritato riposo. Il fato forza la mano e alla ventata di freschezza data con Cocchi tra gli undici titolari ha abbassato ulteriormente la media in campo inserendo il classe 2004 Kamate al posto di Darmian, andato ai box all'ultimo per una gastroenterite. Freschezza, ma anche consapevolezza che muove l'allenatore nerazzurro nel disegnare una formazione che vede una sola conferma rispetto all'ultima uscita contro la Cremonese, ovvero Frattesi, e muove le pedine a gara in corso tenendo conto delle esigenze del match da un lato e della strategia di rifocillare il più possibile le riserve di energie dall'altro.
La partita sembra muoversi un po' macchinosamente, quasi con pesantezza e senza grossi guizzi o sussulti da un lato e dall'altro, eccezion fatta per la traversa scheggiata da Carlos Augusto al 20esimo, fino a quello di Kamate poco dopo la mezz'ora. Il ventunenne punta l'avversario e fa quello che i tifosi nerazzurri hanno bramato più volte a Luis Henrique: mette con sicurezza un gran pallone in mezzo a cercare Bonny che il francese colpisce di testa infilando in rete il gol del vantaggio dell'Inter con la complicità di un avventuroso e scomposto Paleari. L'ex Parma stappa un match parecchio imbottigliato fino a quel momento aggiustando una prestazione che fino alla rete aveva costellato di errori tecnici. Si fa perdonare e fa sorridere Chivu mettendo a segno il settimo gol, uno in più rospetto a quelli segnati nel corso di tutta la scorsa stagione. Sette reti, secondo contro i granata dopo quello in campionato alla prima giornata, alle quali vanno aggiunti i sei assist fin qui registrati rispetto ai quattro totali dello scorso anno. Numeri che attestano una crescita che fa felice l'allenatore che lo ha chiamato a Milano dopo l'esperienza insieme a Parma e la società. Nel secondo tempo è costretto a uscire dopo una tacchettata che gli ha procurato un graffio, lasciando il campo insieme al connazionale Thuram, protagonista incompiuto della serata.
Se Bonny sbaglia tanto ma si rifà con il gol, Marcus continua a rimandare l'appuntamento con il nome in grassetto sul tabellino. Il Tikus fa un assist perfetto all'altro connazionale, Andy Diouf, in arrivo con perfetto timing e quasi in spaccata supera tutti (Paleari compreso che non arriva a evitare il gol del 2-0) senza riuscire a far annotare nient'altro di clamorosamente positivo nei cinquantasei minuti giocati. In quasi un'ora il 9 di Chivu non dà mai la sensazione di poter rendersi pericoloso e né trova mai una giocata o sgasata delle sue, la differenza la fa nella ripresa al primo pallone toccato invertendo leggermente il trend della sua prestazione: partecipa alle azioni da gol della serata, la raddrizza ma poco dopo lascia il posto a Pio. La serata paradossalmente si complica subito dopo il 2-0, quando il Torino si sveglia dal torpore e inizia a martellare i nerazzurri, adesso con Lautaro ed Esposito davanti e Sucic al posto di Mkhitaryan. Il traffico a centrocampo inizia ad intasarsi e la manovra degli interisti diventa meno fluida che in altre occasioni, spezzettata, e agli interisti risulta talvolta difficile uscire palla al piede. Il triplo cambio di cui sopra non dà alla squadra di Chivu l'assist che il tecnico sperava di servire spezzando il ritmo degli avversari e un minuto dopo la squadra di Baroni accorcia le distanze con Kulenovic che fa il 2-1 e manda leggermente in affanno la squadra lombarda che fa saltare l'asticella dell'sos al 74esimo con il 2-2 di Matteo Prati che però è in fuorigioco. L'Inter si riassetta e chiude la partita, raccoglie i frutti che il poker francese Kamate-Bonny, Thuram-Diouf ha seminato e stacca il pass per la semifinale che dovrà disputare contro Conte o Fabregas. Ma trova buone nuove anche in termini di risultato.
Settantacinquesimo gol stagionale segnato, settimo di Bonny che si aggiunge agli 11 di Thuram, ai 17 di Lautaro e i 5 di Esposito per un totale di 40 reti firmati dall'intero reparto offensivo di Chivu che trova anche il terzo gol di Diouf, l'uomo del mercoledì. L'ex Lens, oggi titolare per la terza volta ha segnato il terzo gol in 345 minuti disputati con i nerazzurri, percentuali praticamente d'attaccante che non significano nulla tenendo conto il lungo percorso d'inserimento che evidentemente sta affrontando non senza ragioni, ma che altresì fa ben auspicare. Legna aggiunta al parco di marcatori di Chivu che sul campo chiude il capitolo che ai microfoni di Mediaset ha definito "mercato bastardo", facendo di necessità virtù o magari, chissà, avvalendosi di virtù nel momento di necessità.