La potenza dei cambi e il fattore corner: l'Inter sbroglia la matassa sfogliando la margherita delle soluzioni
Avere armi alternative è un pregio da sfruttare. Lo sa molto bene l'Inter, che raccoglie a Lecce tre punti importantissimi dopo una prima frazione combattuta e molto complicata al Via del Mare. Palle inattive e forze fresche: il tratto identitario del Biscione è una chiara evoluzione del percorso teso al costante miglioramento. Dimarco s'arrabbia quando gli viene annullato il gol del potenziale vantaggio, ma decide ancora una volta di scatenarsi, con il quindicesimo assist in questa stagione: da due corner (uno per lato) l'Inter sbroglia la matassa salentina. Una matassa che, a un certo punto della partita, era diventata più difficile delle previsioni. Sfogliando la margherita delle soluzioni, ecco che il risultato in campionato non cambia. Riscatto immediato e testa al ritorno di Champions League.
TRA FISCHI E FIASCHI TECNICI. Il pubblico salentino 'accoglie' Bastoni a ogni tocco con una pioggia sonora di fischi. Chivu, che nel primo tempo ha avuto il suo difensore vicino, ha cercato di incoraggiarlo in ogni occasione. La motivazione leccese risiede nella copertura degli spazi centrali, dove l'Inter fa un po' fatica a costruire. Ci va pazienza perché Di Francesco ha fornito le coordinate dei tempi giusti nelle linee di pressione. Al decimo l'occasione è di quelle grosse per i nerazzurri poiché il tiro a botta sicura di Luis Henrique diventa quasi una carambola, tra la parata di Falcone e il tocco di Siebert a pochi centimetri dalla rete. Gli errori tecnici contraddistinguono un primo tempo di difficile interpretazione nella lotta tecnica e agonistica. Tante imprecisioni nella gestione geometrica, seppur le chances offensive non manchino, come quella di Frattesi, che spara altissimo da posizione favorevole.
LA POTENZA DEI CAMBI E IL FATTORE CORNER. Accendere la fantasia, costruire gli spazi per andare a colpire: gli ingredienti per sbloccare una partita difficilissima sono chiari ma bisogna anche avere le gambe e la forza per riuscire a farlo. Thuram sfugge via alla difesa e mette al centro per Dimarco che colpisce come sa fare, ma la posizione di Tikus è lievemente irregolare e il gol viene annullato. Continuare ad attaccare, con l'energia dei cambi: da due corner i nerazzurri riescono a portare a casa l'intera posta in palio. Prima Mkhitaryan col piattone, poi Akanji con la zuccata vincente. Le sostituzioni danno ragione a Chivu e il Lecce, sul rettilineo finale, s'arrende allo strapotere interista. Consolidamento del possesso e gestione finale: la certificazione delle palle inattive diventa ancora una volta l'aspetto chiarificatore che porta l'Inter a primeggiare.