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Lautaro: "Ecco cosa mi ha colpito di Esposito. Per noi il gol è tutto"

di Stefano Bertocchi

Dopo la prima anticipazione rilasciata ieri, Cronache di Spogliatoio pubbblica l'intervista completa di Lautaro Martinez direttamente dalla terrazza del The Corner, struttura che ospita la sede dell'Inter. Accanto al capitano c'è Pio Esposito

Qual è la prima cosa che hai pensato di Pio Esposito?
"Giocava nella Primavera, ma veniva ad allenarsi con noi. Era sempre educato, chiedeva, ringraziava. Un ragazzo umile, che vuole imparare. E lo è tuttora. Non aveva paura e questa è la cosa più importante. È questo che fa la differenza quando arrivi in prima squadra".

Qual è la cosa che ti ha colpito di più?
"Di lui mi ha colpito l’atteggiamento che ha sempre avuto quando era il suo turno di entrare. Penso alle partite con il Pisa, con la Juventus, contro cui ha segnato un gol importante, contro il Lecce. Alla sua prima stagione ha dimostrato grande personalità e umiltà. Ci ha dato davvero una grande mano".

Cos'è per te l'ossessione per il gol?
"È la cosa che ti fa respirare e dormire tranquillo. Per noi attaccanti è tutto, anche se poi devi fare sempre il meglio per la squadra. Il gol però è l'80%". 

Se arrivasse un top club con un’offerta ricca, tu cosa faresti?
"Sono fedele al progetto Inter, ho ancora un contratto e mi sento a casa. Dal primo giorno tutti mi hanno trattato in un modo impensabile. Ho raggiunto traguardi personali e di squadra davvero importanti. Oggi non ho davvero motivi per pensare a qualcosa che non sia l’Inter. Qui sono felice, la mia famiglia è felice, abbiamo un ristorante e amiamo Milano". 

Hai sentito Milito? Ti ha spiegato come vincere dopo aver già vinto?
"Ho avuto tanti esempi, anche come Pupi (Javier Zanetti, ndr). Gli argentini hanno un legame importante con questo club. E anche in Nazionale ho visto i campioni voler continuare a vincere: è uno stimolo che cerco di trasmettere quando torno all'Inter. Per esempio vedere Messi che vuole vincere sempre, queste cose le impari e le trasmetti. Questi sono gli esempi che un giovane deve prendere. Il Principe mi scrive sempre, siamo molto amici e lo conosco da quando ho fatto l'esordio al Racing. Lo ringrazio sempre, è sempre presente".

Qual è il merito principale di Chivu?
"L’anno scorso abbiamo sofferto tanto, senza raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Siamo arrivati alla fine di tutto, tranne la Coppa Italia. È stata una stagione dolorosa, poi è arrivato Cristian che ci ha portato un’aria nuova. Ha questa leadership che si vede anche da fuori, quosto ci ha dato fiducia. Non ci ha privati di ciò che tatticamente avevamo fatto negli ultimi anni con Inzaghi. Anzi, ha solo aggiunto un po’ di sue idee a quello che già conoscevamo. Dobbiamo solo ringraziarlo. Lui va verso un’idea di calcio molto moderna. Ci fa riposare, concede giorni liberi. Oggi si gioca tanto e i calciatori devono essere tranquilli e riposati. È importante recuperare perché si gioca tanto, si viaggia e a volte un giorno di riposo serve per rfar riposare fisico e testa".

Cosa ha di speciale Messi?
"Quello che fa in campo lo vediamo tutti, sembra giocare un altro sport. Quello che mi impressiona, però, sono i suoi allenamenti. Leo vuole vincere tutte le partitelle ed essere il migliore in tutti gli esercizi. Sono cose che restano dentro, soprattuto ai giovani, e che io provo a portare qui all’Inter".
 


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