.

Luis Henrique e le due facce della medaglia: soldi o campo? Una cessione senza copertura è rischiosa

di Fabio Costantino

Da oggetto misterioso a elemento irrinunciabile. Non è l'evoluzione di un calciatore partito in sordina e con parecchie perplessità e oggi dominante sul rettangolo di gioco, come accade nelle fiabe pallonare. Si tratta meramente dell'esperienza nerazzurra di Luis Henrique, che dopo una prima fase piena di punti interrogativi, complice l'assenza forzata e duratura di Denzel Dumfries, si è ritagliato un ruolo quasi di intoccabile nello scacchiere nerazzurro. Paradossalmente, vista la penuria nella rosa a disposizione di Cristian Chivu, è stato il giocatore più coinvolto negli ultimi mesi, distante anni luce dal concetto di turn over

A quattro giorni dalla fine del mercato invernale la sua posizione all'Inter è tutt'altro che solida, per il semplice fatto di aver ricevuto diverse offerte, di cui una, quella del Bournemouth, impone una pausa di riflessione. Stando alle cronache, il club riuscirebbe a recuperare in toto, magari realizzando anche una piccola ma sempre gradita plusvalenza, l'investimento dello scorso giugno quando prelevò il brasiliano dal Marsiglia per 25 milioni bonus compresi. In altri tempi in Viale della Liberazione non avrebbero dubbi sulla cessione seduta stante, ma la situazione è più complicata di una banale transazione di mercato. Luis Henrique, per quanto non abbia tutt'ora conquistato il cuore del suo allenatore né dei tifosi, a furia di 6 politici si è comunque guadagnato un po' di fiducia e di speranza in un futuro migliore. Poca cosa però rispetto alle aspettative che lo hanno accompagnato dalla Ligue 1 alla Serie A. Cederlo adesso significherebbe sguarnire ulteriormente un ruolo, quello di esterno destro, già zoppicante come il Dumfries visto l'ultima volta in campo. La dirigenza infatti sta lavorando da tempo al ritorno di Ivan Perisic per tappare una falla, non due. Ergo, cedere il brasiliano richiederebbe due innesti nell'immediato e il tempo a disposizione è poco.

Da una parte dunque c'è la tentazione di recuperare subito un investimento giudicato non proprio felice, chiudendo rapidamente e senza colpo ferire una parentesi che altrimenti rischia di trascinarsi per anni, precedenti alla mano. Dall'altra però va fatta una seria considerazione: l'uscita di Luis Henrique raddoppierebbe il problema nella rosa e rischierebbe di danneggiare la stagione dell'Inter finora soddisfacente. Il discorso di campo in tal senso prevarrebbe su quello finanziario. A meno che in Viale della Liberazione siano già pronte due soluzioni alternative per rimpolpare la corsia di destra, e in tal caso tutto andrebbe per il verso giusto. Ma pensare che basti Perisic (il cui arrivo non è affatto certo) per sostituire l'ex Marsiglia, sperando che Dumfries bruci le tappe, sarebbe come ritrovarsi nella casella sbagliata del Gioco dell'Oca e tornare al punto di partenza. Un errore che non ci si può permettere. Pertanto, se l'Inter rifiutasse l'offerta del Bournemouth in assenza di almeno due alternative per la fascia, avrebbe una sua logica tecnica a discapito di quella economica. 


Altre notizie