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Marotta a DAZN: "Questo Scudetto è di Chivu. Deve restare per anni qui"

di Christian Liotta

Beppe Marotta arriva ai microfoni di DAZN per esprimere tutta la sua gioia per questo traguardo raggiunto dalla sua Inter, il ventunesimo Scudetto già impresso sulla sua cravatta: “Importante, un segno che non si cancella”.

Questo è il decimo Scudetto da dirigente ma primo da presidente, ha un sapore diverso?
“Assolutamente sì, è un sogno che si è realizzato. Pur avendo il sogno da dirigente non avrei mai sognato di vincere da presidente dell’Inter, qualcosa di grandioso. Ringrazio i presidenti che mi hanno preceduto che sono stati fonte di ispirazione per me: Pellegrini, Moratti, lo stesso Zhang. Ringrazio anche i tifosi che sono stati grandiosi e la proprietà che ci ha fatto lavorare tranquilli. Ma questo è lo Scudetto di Chivu e della squadra”.

Ci racconta come è nata la scelta Chivu?
“Come ha raccontato anche Inzaghi, la risoluzione consensuale è avvenuta lunedì e martedì avevamo deciso di puntare su Chivu. Lo abbiamo fatto con un coraggio ponderato perché Chivu aveva dalla sua un curriculum da giocatore vincente col Triplete, di essere stato capitano dell’Ajax a 21 anni, di aver vinto con la Primavera dell’Inter e di avere allenato il Parma. Abbiamo deciso tranquillamente con le sue skills, forse poteva mancargli l’esperienza ma noi lo abbiamo supportato in questa unica lacuna. Potrà e deve rimanere all’Inter per tanti anni, ha grandissime qualità”.

C’è stato un momento dove vi siete detti di essere tornati quelli forti dell’anno scorso?
“Dopo un periodo un po’ negativo ma contraddistinto da bellissime prestazioni, abbiamo capito che la squadra era unita e l’allenatore era il leader. Non ho mai esonerato un allenatore durante il campionato perché l’allenatore è una componente fondamentale ma deve essere aiutato. Spesso le valutazioni sono fatte d’istinto e spesso paga l’allenatore ma non è il nostro caso. Abbiamo una cultura diversa e non c’erano le condizioni per cambiare. Sapevamo il valore suo e della squadra”.

Chivu vi ha già chiesto qualcosa per l’anno prossimo?
“Noi parliamo spessissimo, io, lui, Ausilio e Baccin parliamo di tutto. Ancora non è il momento e non è giusto sia io a dirlo, ma abbiamo le idee chiare. La proprietà ci detterà le linee guida ma sono fiducioso perché il gruppo si è consolidato negli anni e oltretutto ha uno zoccolo duro di italiani. Dobbiamo vedere chi sono i migliori talenti italiani”.

Bastoni è uno di questi.
“Ha già dimostrato di essere una sicurezza, io mi riferivo ad altri giocatori giovani italiani che possano fare al nostro caso. Ci sono giocatori che possono fare il nostro gioco come stranieri di una certa esperienza perché bisogna fare il giusto mix con gente di esperienza che porta la cultura della vittoria che deve essere sempre presente in unp spogliatoio come l'entusiasmo e le motivazioni”.

Palestra?
"Ha sicuramente un grandissimo avvenire ma purtroppo non è nostro". 


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