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Marziani e UFO a Cremona: un’Inter 'aliena' nel mercato si conferma prima con i soliti noti. E Chivu manda un messaggio

di Mattia Zangari

Marziani e UFO. Il racconto del prima, durante e dopo di Cremonese-Inter si è sviluppato tra la definizione dei nerazzurri venuti da Marte data da Davide Nicola e la dichiarazione di Beppe Marotta che a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida dello 'Zini' ha chiuso un mercato invernale che non si è mai realmente aperto per la prima squadra. Gli oggetti o, meglio, i nuovi acquisti mai identificati ad Appiano Gentile sono rimasti volanti nel mondo ideale dei tifosi, illusi dai rumors e poi puntualmente delusi dai fatti di trattative imbastite senza convinzione. E così le famose richieste di Cristian Chivu sono rimaste inevase, tanto che - ironia della sorte - il tecnico romeno ha dovuto fare ancora affidamento su Luis Henrique, titolare per la seconda volta di fila dopo la bocciatura col Pisa, e pure su Davide Frattesi, dato per partente praticamente da un mese. Scelte obbligate, sia per la penuria di risorse sulla destra che per le due defezioni a centrocampo. Senza Joao Cancelo, Curtis Jones, Moussa Diaby e Ivan Perisic, aggiunti alla rosa solo a livello mediatico, l’Inter sembra comunque una creatura aliena in questa Serie A, pur dovendo rinunciare a gente come Denzel Dumfries, Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella e Carlos Augusto, tutti in infermeria per infortuni più o meno seri. Lo status raggiunto dall’Inter in Italia negli ultimi anni rende minuscole le cosiddette provinciali, ridotte a fare solo fase difensiva per il 90% del tempo. Non fa eccezione la Cremo che ha una sola arma offensiva a sua disposizione: verticalizzazione immediata per Jamie Vardy, lasciato in uno contro uno con Manuel Akanji, dopo il recupero palla. Non aiuta la strategia dei grigiorossi il fatto di subire gol nella ‘zona Inter’, cioè attorno al quarto d’ora di gioco, con l’aggravante di raccogliere la palla in rete su una palla inattiva. Federico Dimarco dipinge il cross in area per la capocciata di Lautaro Martinez che eguaglia Alessandro Altobelli al quarto posto nella classifica dei bomber all time in Serie A del Biscione con 128 gol fatti. L’1-0 genera una reazione degli ospiti che quasi copiano gli avversari con un’azione dalla bandierina che Federico Ceccherini non converte nel punto del pari perché la mira è pessima. E’ il primo fuoriprogramma in un copione inizialmente scritto solo con caratteri nerazzurri. Aumentano con il passare dei minuti le percentuali del possesso palla, il numero dei corner, ma in contropiede i padroni di casa danno l’impressione di poter pungere. La fase di riaggressione feroce dell’Inter è interpretata fin troppo alla lettera da Yann Bisseck che, bucando l’intervento addirittura sulla trequarti, spalanca la profondità al duo Bonazzoli-Vardy che per una questione di imprecisione tecnica butta via la possibilità di vedere occhi negli occhi Yann Sommer, pronto in uscita come lo era stato a Dortmund. La Cremonese torna a trincerarsi nella sua metà campo con un pugno di mosche e, senza preavviso, si ritrova sotto 2-0 per effetto del tiro balisticamente bellissimo di Piotr Zielinski su cui Emil Audero poteva fare certamente meglio. Oltre all’imponente mole di gioco, l’Inter mette sul piatto due giocate nei momenti decisivi del primo tempo per spegnere le già flebili speranze dell’avversario. Che prova a rispondere con le armi del nemico: il tiro dalla distanza dell’ex Federico Bonazzoli è carico d’effetto ma non può sorprendere Yann Sommer.

La ripresa comincia con una scena vergognosa che non ha nulla a che fare col calcio: Emil Audero cade a terra dopo lo scoppio di un petardo piovuto nell’area di rigore dal settore ospiti. L’arbitro Davide Massa sospende la partita per qualche minuto, mentre la rabbia e l’incredulità per l’accaduto in casa Inter si leggono sui volti di dirigenti, capitano e di tutti gli altri giocatori. Per fortuna, l’ex della partita si riprende quasi immediatamente e così lo show può continuare. Il resto sarà materiale per il Giudice sportivo. Tornando al campo, dopo questo momento di choc, è la Cremonese a ripartire meglio, con Alessio Zerbin che fa giusto il solletico a Sommer con un tiro centralissimo. Non succede granché in tutto il secondo tempo, resta giusto da annotare la staffetta ordinata da Chivu che opta per un triplo cambio: Davide Frattesi, Luis Henrique e Francesco Pio Esposito lasciano il testimone a Henrikh Mkhitaryan, Matteo Darmian e Marcus Thuram all'ora di gioco. Le contromosse di Nicola arrivano subito: Faye e, soprattutto, Milan Djuric dentro al posto di Ceccherini e Bonazzoli. Entrano successivamente anche Ange-Yoan Bonny ed Andy Diouf tra i nerazzurri, Floriani Mussolini per la Cremonese. Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Anche se il brivido più grande di tutta la serata gli ospiti lo corrono all’85esimo: dopo un flipper in area, Zerbin calcia a colpo sicuro colpendo in pieno il palo. Sulla respinta, dopo un’azione rugbistica, è Sommer a uscirne vincitore con coraggio per accantonare almeno per un po' le critiche. Il finale orgoglioso della Cremonese che crea un minimo di fastidio all’Inter non piace a Chivu che, a un certo punto, calcia via un pallone per manifestare la sua insoddisfazione per la gestione degli ultimi minuti. Un gesto che racchiude il senso di una stagione: guai ad abbassare la guardia pensando che la vittoria sia un diritto acquisito per manifesta superiorità.


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