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Milito, via le voci: "Sempre grato all'Inter. Il 2010 un sogno, e Mou..."

di Guglielmo Cannavale

Diego Milito si guarda indietro e ripercorre lo straordinario anno appena finito. E le voci su un possibile approdo al Malaga voluto per affiancare il fratello Gabi? Spazzate via da una voglia matta di continuare con l'Inter. Queste le sue parole rilasciate alla prestigiosa rivista FourFourTwo, che FcInterNews.it vi riporta integralmente: "Senza dubbio il 2010 è stato il miglior anno della mia carriera. Dopo l'emozionante addio al Genoa, una squadra che rimarrà nel mio cuore, ho scoperto il mondo dell'Inter e abbiamo fatto una stagione da sogno. Nessuna squadra italiana ha mai realizzato quello che abbiamo fatto noi, vincendo tutti e tre i trofei. Inoltre abbiamo riportato a Milano la Champions, che l'Inter non vinceva dal 1965".

Ma non c'è stata solo Champions nell'anno di Milito: "Anche partecipare al Mondiale è stato motivo d'orgoglio. E, per quanto riguarda la mia vita privata, è nato il mio secondo figlio, quindi è stato un anno davvero fantastico! Deve essere stato un anno bellissimo anche per i miei genitori, che ora hanno due figli che hanno vinto la Champions League, dopo che Gabi l'ha vinta nel 2009. E' già abbastanza strano che due fratelli siano calciatori professionisti, è ancora più strano che riescano a giocare entrambi con grandi squadre. Quindi potete immaginarvi come si sentano i nostri genitori ora che entrambi abbiamo vinto i trofei più importanti del mondo".

Poi Diego torna a parlare del suo arrivo all'Inter. Anche se è arrivato tardi in una grande squadra, è riuscito comunque a lasciare un segno indelebile, rendendosi protagonista dell'irripetibile stagione dei nerazzurri: "Per me è stato un sogno che si è avverato soltanto essere parte di tutto ciò: prima di andare all'Inter non avevo neanche mai avuto la possibilità di giocare in Champions. Sarò eternamente grato a chi ha creduto in me nonostante la mia età". Uno di quelli che ha creduto in lui, affidandogli il centro dell'attacco, è stato José Mourinho: "Lui è veramente speciale. Sa come entrare nella mente dei giocatori. C'era una partita in cui non stavo giocando bene. Nell'intervallo mi ha detto: "Più intensità! Questo non è il Milito che conosco io, stai camminando". Sono tornato in campo e ho fatto due gol". 

Gol: per Milito non è una parola, ma un fatto. Di gol ne ha segnati 30 nella scorsa stagione, ma non è riuscito ad essere capocannoniere né in campionato né in Champions League. Ma al Principe interessa poco: "Essere capocannoniere non è un pensiero che mi assilla. Io gioco per la squadra. Io faccio gol grazie alla squadra. Se poi sono anche capocannoniere, tanto meglio".

 

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Martedì 13 gennaio