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Moratti sogna Cassano, ma deve convincere Mou e... FantAntonio!

di Fabio Costantino

A Boston Massimo Moratti non si è limitato a portare un saluto alla squadra e ad assistere al derby. Il presidente dell’Inter è stato infatti anche a colloquio con il tecnico Josè Mourinho, per confrontarsi sull’attuale rosa nerazzurra e parlare di eventuali prossime mosse. È risaputo che Mou desideri una rosa più ridotta e la società sta lavorando per cedere i giocatori da lui indicati come in esubero. Ma Moratti ha probabilmente affrontato anche il tema Cassano. Non è infatti un mistero che il presidente sogni di portare il barese in nerazzurro, anche lo Special One apprezza molto le sue qualità ma al momento non è una sua priorità. Mourinho vuole lavorare innanzitutto per integrare Eto’o al suo gioco e l’arrivo di Cassano aumenterebbe il numero di giocatori della rosa, un problema che considera di massima urgenza. Moratti sa bene che prima di effettuare ogni mossa sul fronte FantAntonio sia necessario il consenso del suo allenatore, ma nel frattempo avrebbe già preso contatto con la Sampdoria, anche approfittando dell’amicizia che lo lega a Riccardo Garrone (con il quale condivide il settore petrolifero di competenza…).

La disponibilità dei blucerchiati non manca, le contropartite tecniche neanche (si parla di giocatori da scegliere in un mazzo composto da Mancini, Rivas, Suazo e volendo anche Burdisso), tant’è che il patron nerazzurro sarebbe disposto anche ad aiutare Garrone con parte degli stipendi esosi che i suoi giocatori percepiscono. A Milano verrà ripreso il discorso Moratti-Mourinho, poi eventualmente si passerà alla trattativa vera e propria, tenendo presente che l’Inter ha a disposizione un tesoretto da 50 milioni ottenuto dalla cessione di Ibrahimovic, ma deve anche superare altri due ostacoli oltre al parere di Mou: convincere le contropartite tecniche a trasferirsi alla Sampdoria e, quasi sorprende pensarci, fare altrettanto con Cassano, che nell’anno che precede i Mondiali vorrebbe garanzie tecniche. Il timore del barese, che è tifoso nerazzurro e non ha mai nascosto la sua fede, è di trascorrere molto tempo in panchina, perché circondato da grandi attaccanti. Esperienza vissuta già a Roma e Madrid, e che per lui sarebbe preferibile non replicare. Dopo tutto, l’arrivo di Eto’o e il palmares di Milito sono ‘avversari’ non di poco conto nella corsa a uno dei due posti da titolare in attacco. Sempre che il barese non accetti di fare un passo indietro e giocare da trequartista con licenza di offendere…


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