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Okoye: "Due anni fa potevo arrivare all'Inter. Ma all'Udinese sto bene"

di Christian Liotta

Nato in Germania, gioca per la nazionale nigeriana, parla cinque lingue e ha un debole per la musica napoletana. Questo è Maduka Okoye, portiere dell'Udinese, che si racconta ai microfoni del Corriere dello Sport dove parla di sé e del suo ambientamento a Udine, dove dice di trovarsi decisamente a suo agio: "Sto molto bene. Non so cosa accadrà in futuro, magari restare, ma anche salire di livello. Vedremo. Sono concentrato sul presente, ma certamente l’Italia tutta la vita". E dire che nel suo trascorso calcistico avrebbe potuto esserci l'Inter, come rivelato dal diretto interessato: "Sì, poteva succedere due anni fa; poi presero Josep Martinez. Rimpianti? Sto bene dove sto".

Due mesi di squalifica a inizio stagione.
"Periodo duro, posso solo ringraziare l’Udinese per come mi è stata vicino. Sono grato di aver avuto la società al mio fianco, sono stato in mani d’oro e oggi mi sento cresciuto. Dico grazie e basta".

Partita della vita: meglio fare tante super parate e non vincere o fare un errore grave e poi vincere?
"Io sono sempre per i risultati di squadra. E poi per un portiere, purtroppo, gli errori fanno più eco che per gli altri".

Chi è il migliore nel suo ruolo?
"In A Mike Maignan. In Europa dico Manuel Neuer".

Quanto conta saper giocare bene con i piedi oggi?
"Molto. Ma un portiere deve parare, è la prima cosa. Se sai solo usare bene i piedi non servi a niente".

Il suo idolo?
"Dida, sempre stato lui. Mi ha mandato un messaggio tempo fa, ero felicissimo".

L’Udinese sembra una squadra diversa rispetto al passato, più unita.
"Siamo un gruppo compatto, confermo. C’è una bella energia che non è arrivata per caso. L’abbiamo lavorata tanto e abbiamo un allenatore che ci prepara nel migliore dei modi".


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